Misure di politica climatica sottovalutate dagli investitori

25/11/2021

Misure di politica climatica sottovalutate dagli investitori

di Advisor Professional

La News

In Goldman Sachs Asset Management sono convinti che il ruolo delle misure legislative come motore del cambiamento e degli utili societari continui ad essere ampiamente sottovalutato dagli investitori.

Tuttavia, “è importante che gli investitori con una prospettiva di lungo termine rimangano concentrati su ciò che più conta: i driver economici alla base dei propri investimenti”.

 

Le politiche governative stanno veicolando capitali verso quei settori che necessitano di innovazione ed, al tempo stesso, stanno esercitando pressioni su aziende e consumatori perché adottino pratiche più “verdi”; l’Unione Europea, in questo scenario, si è impegnata a ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 puntando a “net zero” ovvero all’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050.

 

“Next Generation EU”, il piano da 750 miliardi di euro, vorrebbe essere il volano di questa spinta economica che sfrutta la cosiddetta “rivoluzione ambientale”. Le premesse, del resto, sembrano favorevoli, visto che il settore delle rinnovabili ha finora creato 1,5 milioni di posti di lavoro a livello globale nel 2017 e si stima che ogni euro speso nelle rinnovabili abbia un effetto moltiplicatore positivo, traducendosi in 0,8 euro di PIL aggiuntivo.

 

Anche gli Stati Uniti si sono mossi con l’Amministrazione Biden prima rientrando nell’Accordo di Parigi, poi approvando il “pacchetto di misure” da 2.700 miliardi di dollari dell’American Jobs Plan, e lo stanziamento di 73 miliardi per l’energia pulita nell’ambito del disegno di legge Infrastructure Investment and Jobs Act da 1.200 miliardi.

 

Infine la Cina, che si è data un obiettivo di net zero al 2060. “Tuttavia, la pubblicazione a marzo 2021 del 14esimo Piano quinquennale, ha alimentato anche un certo scetticismo, in quanto ritenuto in linea solo con le precedenti tendenze, data la mancata fissazione di un limite per le emissioni e la probabilità di continui aumenti delle emissioni di gas a effetto serra prima del raggiungimento dei livelli di picco nel corso di questo decennio”.

 

“In un contesto in cui la Commissione Europea e altri organi governativi cominciano a mantenere gli impegni assunti, crediamo che il ruolo delle misure legislative come motore del cambiamento e degli utili societari continui ad essere ampiamente sottovalutato dagli investitori” evidenziano da Goldman Sachs Asset Management.

Tuttavia, “poichè è intrinsecamente difficile prevedere i risultati elettorali, l’azione legislativa e l’evoluzione del quadro normativo; è importante che gli investitori con una prospettiva di lungo termine rimangano concentrati su ciò che più conta: i driver economici alla base dei propri investimenti”.

 

“Ciò che traina la green economy è il fatto che le dinamiche economiche sottostanti abbiano trasformato molte soluzioni ambientali in veri e propri investimenti.

In un contesto in cui le curve dei costi hanno registrato forti flessioni e favorito la diffusione delle tecnologie emergenti, gli operatori “storici” operanti nei settori dell’energia pulita, dell’uso efficiente delle risorse, dei consumi sostenibili, dell’economia circolare e dell’impiego sostenibile dell’acqua, vengono via via sostituiti da imprese innovatrici che saranno in grado di prosperare nell’arco dell’intero ciclo di mercato, con o senza politiche di sostegno” concludono gli esperti di Goldman Sachs Asset Management.

 

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