24/11/2021

Investire nel lungo periodo scegliendo i mercati emergenti

di Advisor Professional

La News

Tra le infinite scelte che ogni investitore deve porre in essere c’è anche la prospettiva o meglio la temporalità dell’investimento. Tale scelta è sempre figlia di una metodologia ben chiara e, quindi, di un atteggiamento, anche mentale, che si sceglie di avere. Carlo Benetti, Market Specialist di Gam Investments, ritiene, ad esempio, che avere un’ottica di lungo termine, sia la scelta più vincente.

Lecito, però, chiedersi cosa voglia dire “lungo termine”.
In letteratura l’investitore paziente è: “colui che non è mai costretto a vendere sulla spinta delle prevalenti condizioni del mercato”, oppure “colui che è meno preoccupato dei cambiamenti temporanei dei prezzi ed è invece concentrato sulla crescita del reddito e sull’apprezzamento del capitale nel lungo periodo”.

Uno studio del 2014 pone il focus su tre grandi vantaggi degli investitori di lungo termine rispetto ai trader:


1. la capacità di assumere posizioni per le quali i tempi della remunerazione sono incerti;

2. la capacità di sfruttare le opportunità generate dai comportamenti degli investitori di breve termine;

3. la libertà di investire in attività poco liquide.

 

Il Market Specialist di Gam Investments sottolinea come chi voglia investire nel lungo periodo debba avere, almeno, due virtù: pazienza e perseveranza. Secondo Benetti, nell’attuale scenario economico, gli investitori, istituzionali e retail, “di lungo periodo” hanno compreso la forza dei cambiamenti intervenuti nelle economie emergenti soprattutto nell’area asiatica, scommettendo su tecnologia e digitale.


L’indice MSCI Emerging Markets, infatti, ha una esposizione più che doppia al settore tecnologico rispetto all’indice della borsa di Tokyo e tripla rispetto alle Borse europee (ex Uk).  In altre parole, l’esposizione al settore tecnologico nelle economie emergenti è simile a quella degli indici americani ma le valutazioni sono molto più convenienti.


Scendendo in profondità, però, si comprendere come le economie emergenti non siano ancora uscite dalla fase critica, restino vulnerabili alla normalizzazione delle politiche monetarie, al dollaro che si rafforza, al costo dell’energia, al riemergere delle tensioni tra Cina e Stati Uniti. Eppure, nonostante le circostanze ancora svantaggiose, Benetti evidenzia come gli investitori non abbiano smarrito il favore verso le economie emergenti.

 

Il Market Specialist di Gam Investments è convinto che la pazienza, aiutata dalla diminuzione dell’incertezza, verrà premiata e le azioni emergenti “scatteranno” come una molla compressa e poi liberata”. Proprio in ragione della loro sottovalutazione – specifica Benetti - e del sottopeso nei portafogli globali, le azioni emergenti presentano un limitato “downside” nel caso del protrarsi dell’incertezza.

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