26/10/2021

La minaccia dell’inflazione

di Advisor Professional

La News

Ci troviamo in un contesto caratterizzato da rallentamento economico e bassa crescita. L’inflazione si fa minacciosa e le strozzature nelle catene di fornitura e la variante Delta incombono sul momentum della ripresa. Secondo Carlo Benetti, Market Specialist di GAM Investments, gli anni Venti del nuovo secolo forse non saranno “ruggenti” come quelli di un secolo fa ma saranno gravidi di novità. Nella sua prima pubblica apparizione, il nuovo capo economista della Bank of England ha messo in guardia dall’inflazione che potrebbe rivelarsi “più persistente di quanto pensato in origine”.

 

“Nelle ultime settimane la ripresa globale sta perdendo momentum”, prosegue Benetti. “Negli Stati Uniti rallentano i consumi, che contano per il 70% dell’economia, la fiducia nell’immediato futuro si incrina a causa dei rallentamenti nelle forniture e della lentezza nell’uscire dalle incertezze della variante Delta. In questa cornice, punteggiata dalle incertezze sui prezzi dell’energia, le banche centrali segnalano l’inversione delle politiche”.

 

“Nello scenario di lungo termine i tassi e i rendimenti obbligazionari non sembrano avere grandi spunti di crescita e, al momento, le azioni restano un’opzione ragionevole”, sostiene Benetti. “Se l’inflazione è corrosiva per il reddito fisso e le azioni, l’evidenza storica mostra che almeno nelle fasi iniziali di inflazione le azioni si comportano meglio. Il premio al rischio è un ulteriore fattore che giustifica il loro sovrappeso relativo e, nella prospettiva di una crescita nel lungo termine contenuta, il tasso risk free continuerà ad essere di supporto.”

 

“La ripresa sarà accidentata ma resta la cifra distintiva delle economie avanzate”, aggiunge l’esperto. “Gli investitori tornano a guardare con favore anche alle azioni europee: la stagione degli utili societari è stata positiva, ci si aspetta siano in ulteriore espansione con valutazioni ancora competitive rispetto agli Stati Uniti. Investimenti tematici di lungo termine restano la tecnologia e il lusso, per la sua peculiarità di hedging contro l’inflazione”.

 

Benetti conclude dicendo che “uno dei rischi maggiori che potrà alterare lo scenario è un errore di policy delle banche centrali, che falliscano cioè la prova della flessibilità cedendo alla tentazione di andare avanti con la normalizzazione a dispetto delle nuove condizioni di scenario”.

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