14/10/2021

Cambia il contesto, ecco come muoversi su bond e azioni

di Advisor Professional

La News

“Il cambiamento della mission delle Banche Centrali è ormai un dato di fatto: non devono più solo cercare di indovinare quale sarà il percorso futuro dell’inflazione e agire in modo preventivo. Ora invece aspettano che l’inflazione sia già in essere e così riducono i rischi di errore”.

Così Rose Ouhaba, Head of Fixed Income e fund manager di Carmignac, spiega la sua view nel corso della conferenza digitale “La Rentrée”.

 

“Nella gestione flessibile dei nostri fondi gestiamo così l’alea dei tassi, ma con un rischio minimo di politica monetaria e una minimizzazione del rischio volatilità.

Da parte nostra scegliamo i titoli di credito delle imprese private che soddisfano i nostri criteri: il nostro portafoglio dà un rendimento in questo momento del 2% superiore ai titoli di stato dei Paesi sviluppati.

Il secondo driver della performance è dato invece dal debito emergente sia in dollari sia in valuta locale”.

 

“La duration sarà un driver importante per i portafogli obbligazionari - interviene Keith Ney, co-gestore di Carmignac Patrimoine e Carmignac Portfolio Patrimoine Europe – Serve quindi una gestione flessibile, alla luce del fatto che in Europa la Bce inizia a dirigersi verso una situazione in cui le pressioni inflazionistiche aumenteranno”.

 

“I mercati hanno vissuto 18 mesi in altalena vivendo cambiamenti radicali, passando da livelli di massima incertezza a speranze di normalizzazione - aggiunge David Older, Head of Equities e fund manager dell’asset manager francese - L’alternanza di titoli growth secolari e value ciclici sono state all’ordine del giorno, ma tra questi due paradigmi vi sono temi che stanno ancora continuando a emergere e affermarsi”.

 

Del resto, la pandemia non ha fatto altro che fare da acceleratore a una serie di tematiche che erano già in atto ma ancora sottotraccia. Dallo shopping online alle tecnologie per lo smart working, dal delivery di cibo alle infrastrutture digitali.

Le aziende che si sono mosse per prime hanno acquisito un vantaggio sui competitor e questo cambia le regole del gioco all’interno dei settori - continua Older - Andando verso fine anno i titoli secolari growth continueranno ad andare bene, ma le pressioni inflazionistiche sono quelle dirimenti in questa fase e la selezione a questo punto è fondamentale”.

 

Come vi state muovendo? “Ci concentriamo su aziende Growth con crescita secolare con modelli di business di grande qualità e forte potere di determinazione dei prezzi, in modo da capire quale sarà l’andamento dei loro utili. Cerchiamo poi di favorire società che generano cash flow e hanno bilanci solidi oltre a soddisfare i nostri criteri ESG”.

 

Con la politica di bilancio che sostiene la crescita e quella monetaria che sostiene le valutazioni, è chiaro che i titoli Growth saranno il driver più importante dei nostri fondi della gamma Patrimoine – interviene Ney - L’azionario europeo passa di mano a 15 volte gli utili e se lo confrontiamo al rendimento negativo dei titoli di stato e al 2% di inflazione capiamo perché sempre più flussi saranno attirati dal comparto azionario.

Tuttavia, in una fase di decelerazione mondiale, i titoli in crescita a doppia cifra saranno sempre meno, quindi la selezione dovrà essere sempre più attenta. Inoltre dobbiamo essere sicuri di avere le politiche di riforma dalla nostra parte, ma anche di saper sfruttare i trend della transizione verde”.

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