14/10/2021

USA e Cina, rivali sempre più simili

di Advisor Professional

La News

Stati Uniti e Cina sono due superpotenze in competizione globale su una serie di terreni. Pictet AM ha analizzato il contesto socio-economico di questi due paesi con strutture politiche estremamente diverse, ma che presentano anche importanti elementi in comune.

 

I due paesi, agli antipodi per sistema politico ed economico nonché contrapposti nella lotta per la leadership mondiale, presentano un livello di disuguaglianza estremamente simile e, peraltro, prossimo a quello di molti paesi in via di sviluppo nonostante si tratti delle prime due economie al mondo. Ma un elemento in comune non implica un’uguaglianza su tutta la linea: la Cina ha difatti optato per un intervento deciso, di imperio che negli Stati Uniti sarebbe impraticabile per la differente struttura (e forse volontà) politica.

 

A Pechino la nuova direzione da percorrere è stata indicata con il termine “common prosperity”, che non significa egualitarismo, ma una ricchezza condivisa tra tutti i cittadini, sia a livello economico che culturale. Dopo essere uscita dalla povertà, quindi, la Cina ora mira a raggiungere un benessere materiale e culturale diffuso. Complice anche un atteggiamento più accomodante da parte della People’s Bank of China, l’allentamento delle tensioni rende le azioni cinesi nuovamente interessanti, soprattutto se si considera che scambiano attualmente a valutazioni fortemente a sconto rispetto ai listini globali.

 

Sull’altro lato dell’Oceano Pacifico, negli Stati Uniti, la problematica delle disuguaglianze, acuite dalla pandemia anche a causa della mancanza di adeguati ammortizzatori sociali, è stata più volte sottolineata sia dai vertici della Federal Reserve che da rappresentanti dell’amministrazione Biden. Ad oggi, tuttavia, le principali misure dirette a ridurre il gap tra le diverse classi di reddito paiono delegate a parte del piano fiscale al varo in autunno. Gli esperti sottolineano che la Fed sembra propensa ad accettare un surriscaldamento temporaneo dei prezzi in quanto necessario per realizzare gli obiettivi sul mercato del lavoro.
 

Nel contesto delineato tra i due litiganti il terzo gode. Al momento infatti, le preoccupazioni si concentrano su Stati Uniti e Cina, mentre i dati europei risultano più robusti. Il Vecchio Continente pare ciclicamente avvantaggiato, anche in virtù di un leggero ritardo accumulato nell’implementazione delle politiche fiscali, che iniziano solamente ora a produrre i primi effetti.

 

Per quanto riguarda l’attività di portafoglio di Pictet-Multi Asset Global Opportunities (MAGO), l’esposizione al mercato azionario è al 29% con un marginale sottopeso sugli indici US. A livello settoriale, il team sta incrementando l’allocazione su comparti ciclici/value e al margine prendendo profitto su growth/crescita secolare. La duration, a livello di portafoglio, è stata ridotta di 0,5 anni a partire da inizio settembre e si attesta ora intorno a 1,5 anni. Tale riduzione è stata operata sul mercato del reddito fisso europeo, in particolare sul Bund. Durante il mese di agosto i gestori hanno preso ulteriormente profitto sulle posizioni lunghe di dollaro contro euro. Nel complesso il rischio valutario non-euro resta contenuto su livelli intorno al 15% della strategia.

 

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