24/09/2021

Imparare divertendosi: il futuro dell’edutainment

di Advisor Professional

La News

I videogiochi educativi e le esperienze di apprendimento “gamificate” sono in grado di catturare realmente l’attenzione degli utenti. Il team di Credit Suisse Asset Management analizza quali sono i fattori che rendono efficaci tali prodotti, in modo da evidenziare il potenziale futuro di questo sotto-segmento.

 

“I videogiochi educativi esistono dall’avvento dei videogiochi stessi”, sottolinea Martins Donins, analista, Credit Suisse Asset Management Thematic Equities. “Negli anni 2000 si assistette a un cambiamento di approccio alla formula del gioco educativo. Emerse la tendenza a concentrarsi più specificatamente sulla performance accademica, esemplificata al meglio dalla serie di giochi JumpStart. L’idea di questo successo commerciale era di fornire lo stesso tipo di gioco ma con contenuti e difficoltà adattati per ogni livello. Mentre i videogiochi in generale continuavano ad avere successo su larga scala, sorpassando l’industria cinematografica e quella musicale, i videogiochi educativi non seguivano lo stesso andamento. Tuttavia, si può affermare in tutta tranquillità che non vi sono titoli educativi vicini alla classifica dei giochi più popolari. Al contrario, i generi che guidano le classifiche, sparatutto, giochi di sport e d’azione, difficilmente contengono elementi educativi nascosti”, sostiene l’analista.

 

Prima di passare al panorama più moderno dei videogiochi istruttivi, è utile capire perché i giochi di intrattenimento educativo non hanno avuto il successo sperato. “Ciò che rende efficace l’edutainment è l’utilizzo di elementi coinvolgenti e interessanti durante l’intera esperienza di apprendimento e non soltanto come mere ricompense”, spiega Donins. “Il coinvolgimento dell’utente è qualcosa che l’industria dei videogiochi di larga scala ha padroneggiato nel corso degli anni, forse a un livello estremo. La dipendenza da videogiochi è diventata un argomento di primo piano negli ambienti medici e i governi stanno prendendo provvedimenti per regolamentare la progettazione dei videogiochi”.

 

“Elementi presi dal mondo dei videogiochi rendono l’apprendimento più divertente e migliorano i risultati” prosegue Donins. “Tuttavia, fino a poco tempo fa i videogiochi puramente educativi non hanno goduto di un grande successo commerciale. Attualmente stiamo assistendo al successo di due tipi di strategie commerciali. Da un lato, le caratteristiche di gamification e il modello freemium di Duolingo hanno dimostrato che gli utenti coinvolti sono disposti a pagare per un’esperienza completa. Dall’altro, aziende come Roblox devono il loro successo all’uso della modalità multigiocatore, al sostegno di una comunità di sviluppatori e a un modello di condivisione dei ricavi. In entrambi i casi, l’impegno ha sbloccato il potenziale commerciale delle esperienze educative, una ricetta che, secondo noi, gli sviluppatori di contenuti educativi continueranno ad arricchire”.

 

In conclusione, Donins afferma che, “se da un lato dobbiamo essere consapevoli delle questioni sociali e in particolare dell’aspetto della dipendenza da gioco, che potrà divenire oggetto di regolamentazione, dall’altro questi progressi possono effettivamente incoraggiare gli sviluppatori di videogiochi più tradizionali a sfruttare meglio il potenziale educativo dei loro prodotti”.

 

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