Compounding, l’effetto moltiplicatore dell’investitore paziente

20/09/2021

Compounding, l’effetto moltiplicatore dell’investitore paziente

di Advisor Professional

La News

“Nel mondo finanziario, dove si chiacchiera ogni giorno di grafici “dot plot”, di “parlare di voler discutere” il ridimensionamento dei programmi di acquisto di titoli, di occupazione non agricola, di criptocaos, di rubinetto degli stimoli, di ioni di idrogeno o di litio, d’inflazione transitoria o permanente e di turismo spaziale e in cui le brutte notizie sono buone notizie e viceversa, è facile perdere di vista il vero motore dei rendimenti a lungo termine: la capacità di compounding”.

È la riflessione di William Lock (Head of International Equity Team) e Alistair Corden-Lloyd (Executive Director) di Morgan Stanley IM.

 

Ma cosa si intende per compounding? Si tratta di un effetto moltiplicatore derivante dal progressivo reinvestimento dei guadagni, che si accumulano nel tempo a patto di essere sufficientemente pazienti.

Un investimento di 10.000 euro che cresce a un tasso annualizzato dell’8% annuo vale 14.693 euro dopo cinque anni, 21.589 dopo 10 anni e più del quadruplo dopo 20 anni (46.610): un marcato apprezzamento in termini reali del capitale.

È fondamentale per investire con successo nel lungo termine, ma non tutte le società presentano le doti necessarie a preservare un rendimento elevato e sostenibile nel tempo.

 

“Esistono alcune caratteristiche: potere di fissazione dei prezzi, attività intangibili difficili da replicare con elevate barriere all’ingresso e posizionamento leader in settori e categorie con solide opportunità di crescita nel lungo termine" spiegano i due gestori di Morgan Stanley IM.

"Inoltre, è fondamentale disporre di un team dirigente in grado di allocare il capitale in modo efficiente, di sostenere tale crescita e di muoversi in un contesto caratterizzato da cambiamenti continui e dirompenti. Non si può creare un effetto compounding se non si cresce”.

 

Un esempio? “Elevati margini lordi contribuiscono a supportare la crescita sostenibile. Prendiamo ad esempio una famosa società di prodotti di bellezza francese. Il suo margine lordo è pari al 70% e il margine operativo è del 20%.

Ciò significa che i costi operativi costituiscono il 50% del fatturato (70% meno 20%). Questi costi operativi sono la sala motori dell’innovazione, delle vendite, del marketing e delle attività di ricerca e sviluppo. L’azienda può spendere il 30% dei suoi ricavi unicamente sul marketing, come in effetti fa, costruendo e consolidando marchi leader in tutto il mondo.

La società media non può competere, visto che ha un margine lordo del 26%. Se l’impresa media spendesse il 30% dei ricavi in attività di marketing, realizzerebbe immediatamente una perdita.

Pertanto, i margini lordi elevati servono a due cose: contribuiscono a sostenere elevate barriere all’ingresso e supportano la stabilità degli utili”.

 

Cosa potrebbe andare storto per queste società? I rendimenti non rimarranno elevati e sostenibili se i team di gestione incaricati dell’allocazione del capitale degli azionisti non prenderanno decisioni avvedute. Le divisioni altamente redditizie che richiedono capitali limitati – perché dipendenti dalle attività immateriali – generano livelli elevati di free cash flow e dispongono di bilanci robusti da mettere a frutto.

Questa capacità finanziaria potrebbe rappresentare un rischio se finisse nelle mani sbagliate. In poche parole, potrebbe accadere che vengano velocemente spesi molti soldi al prezzo sbagliato in investimenti sbagliati e per i motivi sbagliati. Il management potrebbe cercare di mascherare il rallentamento della crescita organica o di accelerare la crescita degli utili di breve termine (se incentivato a farlo).

Oppure, potrebbe aver acquisito l’attività giusta ma a un costo molto elevato. Possiamo controllare tutto questo mediante l’analisi fondamentale e le attività di engagement. Incontriamo il management per capire qual è la loro strategia di allocazione del capitale: essere azionisti di lungo termine con un indice di rotazione del portafoglio estremamente ridotto agevola questo costante dialogo”.

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