04/08/2021

Il futuro dell'energia e l’impatto sui portafogli

di Advisor Professional

La News

La grande transizione energetica è già in corso ma cosa succederà in futuro? Quali sono le scelte che gli investitori dovranno porre in essere per generare performance lusinghiere? Secondo gli esperti, per comprendere quali scenari futuri avrà il comparto energetico occorre analizzare l’attuale contesto sul cambiamento climatico.
 

Eva Cairns, Head of Climate Change Strategy in Aberdeen Standard Investments, evidenzia le peculiarità del modello che la casa di gestione utilizza per l’analisi degli scenari climatici. Attraverso questo modello, gli analisti di Aberdeen Standard Investments elaborano previsioni sull’evoluzione del settore energetico e sui rischi, e le opportunità, a cui andranno incontro numerosi settori di mercato.

 

Il modello della casa di gestione si basa sulla costruzione di scenari ad hoc in grado di fornire una gamma plausibile di esiti climatici. L’obietto della metodologia posta in essere dagli esperti di Aberdeen Standard Investments ha l’obiettivo di intercettare le ingenti incertezze riguardo al cambiamento climatico assegnando un indice di probabilità a ogni scenario.


L’analisi della casa di gestione prevede 15 scenari: sette standard, dove tutti i parametri politici e tecnologici sono prefissati, e otto scenari ad hoc.

 

Di seguito le previsioni di Aberdeen Standard Investments.


La transizione verso un'economia globale a basse emissioni di carbonio dovrebbe continuare

Anche se il mondo non riuscisse a limitare il riscaldamento globale entro i 2°C, la quota di energie non rinnovabili nel mix energetico globale scenderebbe dall'attuale 68% al 27% entro il 2050. Questo grazie a una politica sul carbonio più rigorosa e al maggiore uso di tecnologie a basse emissioni di carbonio. Se invece il pianeta riuscisse a centrare gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, la quota di energie non rinnovabili scenderebbe ulteriormente, fino al 12%.


La transizione non sarà uniforme tra settori e aree geografiche
 

La motivazione risiede nel fatto che le politiche di mitigazione del clima variano tra le principali economie. Allo stesso tempo, le opportunità di abbattimento divergono molto anche tra i settori. Quindi, è probabile che la transizione proceda a ritmi diversi. A livello settoriale, l'industria energetica è quella che più verosimilmente procederà alla decarbonizzazione nei tempi previsti dall'Accordo di Parigi. I settori dell'industria e dell'edilizia hanno meno probabilità di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati a Parigi, mentre il settore dei trasporti si trova nel mezzo. Geograficamente, l'Europa ha la più alta probabilità di completare la transizione a zero carbonio entro il 2050. La probabilità è più bassa negli Stati Uniti, a causa di una politica climatica più frammentata. Ed è ancora più bassa nelle economie emergenti, compresa la Cina.


L'energia solare probabilmente sarà il settore vincente della transizione energetica.

La quota dell'energia solare, nel mix energetico, raddoppierà al 4% entro il 2050. Anche gli impianti eolici, sia onshore che offshore, rappresentano una quota crescente del mix energetico nella maggior parte degli scenari, anche se la loro crescita sarà inferiore al solare.


Prospettive negative per i combustibili fossili

Il combustibile fossile è inquinante quindi il carbone è il più penalizzato dal sistema di fissazione del prezzo (carbon pricing) e dal calo dei costi delle energie alternative pulite. L'uso del carbone, quindi, dovrebbe diminuire a un tasso annualizzato dello 0,9% (annual rate) nei prossimi 30 anni. La domanda di petrolio salirà gradualmente fino a un picco nei primi anni del 2030 per poi attenuarsi man mano che la quota di veicoli elettrici supererà le soglie critiche.
 

Il gas naturale avrà ruolo chiave nel mix energetico
 

Le ricerche della casa di gestione confermano il potenziale del gas naturale come combustibile di transizione, con un aumento dell'uso stimato in circa l'1% (annual rate) ma le sue prospettive di lungo termine dipendono da quanto velocemente e della misura in cui scenderanno i prezzi delle energie rinnovabili.

 

 

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