02/08/2021

Reflation trade in pausa: le prospettive del reddito fisso

di Advisor Professional

La News

A metà giugno, il presidente della Fed Jerome Powell ha fatto dietro front sul tema del reflation trade, lasciando intendere che le attuali pressioni inflazionistiche non sarebbero poi così transitorie.

I mercati del reddito fisso hanno prontamente invertito la tendenza, con i rendimenti dei Treasury US a 10 anni scambiati la scorsa settimana ad appena l’1,25% dopo l’1,70% di fine primo trimestre. Olivier de Larouziere, chief investment officer del reddito fisso di BNP Paribas AM, spiega cosa resta del reflation trade del 2021.

 

Di recente la Federal Reserve ha destabilizzato il consensus del mercato sui tassi d’interesse americani.

Gli operatori infatti si aspettavano al massimo un aumento dei tassi d’interesse nei prossimi due anni e invece il “dot plot” della Fed indicherebbe un rialzo dei tassi di riferimento addirittura di 50 punti base da qui al 2023.

Pensando che l’aumento dell’inflazione avrebbe spinto al rialzo anche i tassi d’interesse, molti investitori avevano aperto delle posizioni orientate a un irripidimento e non a un appiattimento della curva.

 

Le cose però stanno diversamente. “Ci sembra che molti operatori non si siano ancora adeguati alla nuova situazione”, afferma de Larouziere che aggiunge “c’è ancora parecchia strada da fare prima di poter pensare a una rinascita del reflation trade.

Ma nel reddito fisso il tempo è cruciale: chissà come cambieranno le cose nel frattempo? Può essere che il reflation trade rinasca dalle sue stesse ceneri e prosegua, ma al momento sembra proprio sull’orlo del baratro”.

 

Cosa accadrà in futuro? Il Cio di BNP Paribas AM sottolinea che “l’approccio attuale della Fed alla politica monetaria non è molto chiaro. Rilevante per gli investitori è il fatto che i mercati sono ora consapevoli di come una riduzione del sostegno monetario abbia effetti più duraturi del previsto.

Gli investitori tendono a mantenere posizioni di sovrappeso nel debito sovrano, convinti di poter beneficiare del carry fornito da tali asset malgrado la riduzione degli acquisti.

Questo potrebbe inizialmente limitare un eventuale rialzo dei tassi d’interesse”.

 

“Le autorità politiche hanno lanciato segnali contrastanti. Per quanto riguarda il rischio inflazionistico e l’eventuale necessità di un aumento dei tassi d’interesse, la situazione varia da paese a paese. In alcuni mercati emergenti, l’aumento dell’inflazione sarà tutt’altro che temporaneo e le autorità dovranno per forza intervenire sui tassi.

Al momento ci è piuttosto difficile guardare con ottimismo al futuro della crescita globale, il che offusca anche le prospettive sul panorama inflazionistico”, conclude de Larouziere.

Visita il corner
BNPP AM vanta una vasta gamma di prodotti di gestione collettiva e di servizi d'investimento.
Scopri di più
Le nostre ultime pubblicazioni
  • bnp-last.jpg
    Investire nel pianeta. Il momento è adesso
  • BNP-LAST.jpg
    Il contesto rimane positivo per le azioni
  • BNP-LAST.jpg
    I mercati attendono la Fed