30/07/2021

Adeguare il portafoglio al ciclo economico

di Advisor Professional

La News

Le economie proseguono nella propria ripresa, e in questo scenario le Banche Centrali si stanno preparando a ridurre, progressivamente, i loro interventi focalizzandosi, maggiormente, sulla stabilità dei prezzi e su quella del sistema finanziario.

 

Cosa accadrà, a livello monetario e fiscale, quando i fattori di stimolo non ci saranno più? I mercati crolleranno, sopraffatti dal peso degli eventi, o torneranno ad assumere l’orientamento che tendenzialmente seguono sul lungo periodo?

Attualmente, i tassi d’interesse a breve termine sono tornati a crescere mentre quelli sul lungo periodo non sono in aumento e si attestano a livelli inferiori a quelli prevalenti prima del cambiamento di toni.

 

La Fed, nello specifico, sta ponendo in essere un graduale cambio di marcia inasprendo la propria posizione e lasciando presagire un rallentamento nel ritmo di acquisti dei titoli nei prossimi mesi soprattutto se le pubblicazioni dei dati economici continueranno a registrare un andamento positivo.

 

Kevin Thozet, Portfolio Advisor e membro dell’Investment Committee di Carmignac, evidenzia come nell’ipotesi di un inasprimento della politica monetaria (e quindi delle condizioni finanziarie) la crescita economica sarebbe, nel tempo, meno vigorosa.

 

Dalla casa di gestione sottolineano come anche altre Banche Centrali dei Paesi “sviluppati” stanno iniziando a preparare i mercati a questo cambiamento di toni.

Al momento pare che gli istituti di credito stiano gestendo questo cambio di rotta con grande abilità, senza che l’inasprimento delle condizioni finanziarie penalizzi il mercato.

 

Secondo l’esperto di Carmignac, nei prossimi trimestri, l’economia statunitense e quella europee dovrebbero registrare una crescita a doppia cifre su base annua, grazie all’aumento dei consumi, al commercio globale e alla ripresa del turismo.

 

L’economia cinese, a causa del suo posizionamento più avanzato all’interno del ciclo economico, sta, invece, già registrando un andamento a un ritmo più lento.


I mercati stanno ormai scontando un aumento dei tassi di riferimento a partire da novembre 2022, con una maggiore penalizzazione delle aspettative di crescita stabilmente più sostenuta sul lungo periodo, e quindi anche dei tassi a lungo termine.

 

Nei prossimi mesi si potrebbe registrare una minore volatilità sui mercati obbligazionari e, con questa prospettiva, alla casa di gestione hanno tatticamente neutralizzato le posizioni corte e puntato sui titoli più autonomi, meno dipendenti dal ciclo economico.

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