S&P500: prospettiva del +6% annualizzato per i prossimi 10 anni

21/07/2021

S&P500: prospettiva del +6% annualizzato per i prossimi 10 anni

di Advisor Professional

La News

“In questa prima fase dell’anno il contesto è stato caratterizzato da una forte crescita globale (intorno al +6,6%) e una altrettanto forte crescita degli utili azionari, interventi fiscali e monetari, condizioni finanziarie favorevoli e con un rischio limitato e, infine, uno scenario di normalizzazione di tassi e inflazione”. Così Davide Andaloro, Senior Market and Portfolio Strategist di Goldman Sachs Asset Management.

 

Accanto alla crescita delle economie (con il consensus che si è pian piano avvicinato alle stime di GS), è da segnalare anche la forte ascesa degli utili aziendali, superiori al +30% quest’anno su tutti i principali indici azionari (S&P500, Stoxx600, Topix e MS Asia ex Japan) e tra il +5% (S&P500) e +14% (MS Asia ex Japan) per il prossimo (con lo Stoxx600 a +11%).

 

“Il sistema economico rimane stabile, paradossalmente ancora di più dopo la pandemia: l’unico aspetto che è peggiorato è quello relativo all’indebitamento degli stati - prosegue Andaloro – Ma intanto le Banche centrali non si muovono: in America si parla del terzo trimestre 2023 per il primo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, in Europa si ipotizza il 2025. Insomma, il contesto rimane super accomodante, anche perché pensiamo che l’inflazione, di cui molto si è parlato in questi mesi, abbia natura prettamente transitoria e sia già arrivata al picco”.

 

Qual è la vostra view sul mercato azionario? Le quotazioni di mercato sono già troppo elevate, anche alla luce delle prospettive e dei target di fine anno?

 

“Siamo in linea con le nostre aspettative di fine anno, anche grazie a una ripresa più forte rispetto alle attese. Al tempo stesso non consigliamo di uscire dalle posizioni sui mercati azionari dato che manteniamo una view positiva per i prossimi 12 e 24 mesi, senza contare che l’azionario è l’asset class in cui il rapporto tra rendimento e rischio è molto più sbilanciato a favore del primo.

 

In America, certo, potremo assistere a una fase di consolidamento alla luce delle incertezze che si possono rilevare, mentre in Europa siamo ancora in una fase di accelerazione. Ci sarà spazio anche per un deprezzamento del dollaro che, per quanto strutturale, sarà comunque blando. In ogni caso, le azioni statunitensi si confermano la nostra asset class preferita in quanto ci attendiamo un pluriennale protrarsi del mercato rialzista grazie al contenimento del virus e all’accelerazione economica. Abbiamo una previsione sull’S&P500 di circa il 6% annualizzato per i prossimi 10 anni: non si tratta di una crescita altissima, ma la probabilità che questa classe di attivo possa sovraperformare le altre, ivi compresa l’inflazione, è molto alta. Un fatto molto importante e decisivo, alla luce del fatto che il mercato obbligazionario potrebbe continuare a fornire rendimenti reali negativi”.