21/06/2021

Aumentata l’esposizione al Value statunitense

di Advisor Professional

La News

Occupazione in rallentamento e inflazione in rialzo. Sono stati i due temi dominanti del mese di maggio che hanno preoccupato gli operatori finanziari. Ma non hanno portato a grandi movimenti sul mercato azionario, tanto che l’indice Vix, dopo un balzo momentaneo, è tornato nella fascia bassa di oscillazione in cui era in precedenza.

“A metà maggio abbiamo ridotto il rischio, sia per la volatilità manifestata dai mercati azionari, sia per il fatto che a nostro avviso la forza della ripresa potrebbe già essere riflessa nei prezzi, il tutto in un quadro di accelerazione dell’inflazione e di possibile aumento dei tassi d’interesse” spiegano, dal Global Balanced Risk Control Team di Morgan Stanley IM, i Managing Director Andrew Harmstone e Manfred Hui e la vice President Laura Biancato.

“Tutto ciò è coerente con la nostra prospettiva di un possibile aumento della volatilità verso la fine dell’anno, quando inizieranno a prospettarsi alcuni rischi, come quello di un incremento delle tasse o di un ridimensionamento del programma di acquisto di attivi da parte della Fed”.

 

Ecco quindi il posizionamento impostato dal Team.

Credito IG Usa. Nel credito investment grade statunitense siamo passati da un posizionamento neutrale a un sottopeso. Considerati i fondamentali economici favorevoli, ci attendiamo che nel breve termine gli spread dei titoli investment grade statunitensi rimangano compressi. Tuttavia, le valutazioni elevate implicano che il potenziale di rialzo da apprezzamento del capitale è minimo e il carry ridotto non offre un premio al rischio interessante.

 

Azionario value Usa. Abbiamo incrementato la nostra esposizione all’azionario value statunitense, ampliando la posizione aperta in aprile. È una conferma della nostra preferenza per i titoli ciclici e le azioni value statunitensi che stanno beneficiando delle riaperture e della forte ripresa dell’economia. Le revisioni degli utili continuano a essere favorevoli e i titoli value sono ancora scambiati a sconto rispetto a quelli growth. Sebbene a livello di fondamentali non vi siano state variazioni, dopo il nostro passaggio in sovrappeso a metà aprile, abbiamo visto confermata la nostra view e i titoli value hanno sovraperformato l’S&P 500 del 2,2%.