17/06/2021

BCE, due motivi per continuare i riacquisti

di Advisor Professional

La News

Il 45% della popolazione europea già vaccinata (con almeno una dose) e il crollo di nuovi casi (dal picco di 125mila a gennaio agli attuali 22mila circa), dovrebbero portare a misure meno stringenti nell’Unione Europea.

La BCE mantiene invece dritta la barra del timone. Nella riunione del 10 giugno scorso, la presidente Lagarde ha optato per una “mano ferma”, come l'ha definita lei stessa.

Il Consiglio direttivo ha deciso che gli acquisti netti del programma PEPP nel prossimo trimestre "continueranno a essere condotti ad un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell'anno".

 

Uno dei motivi sottostanti rimane infatti la prospettiva di inflazione ancora sottotono.

“Guardando al picco del 2021, la Banca Centrale Europea si attende che il ritorno dell’inflazione a un percorso pre-pandemico non verrà raggiunto nemmeno nel 2023 - spiega Martin Wolburg, Senior Economist di Generali Investments - Certo, l'inflazione di fondo è migliorata, ma rimane comunque molto al di sotto dell'obiettivo”.

 

La seconda ragione riguarda le condizioni di finanziamento. “Sono ancora valutate come ‘ampiamente stabili’ - continua Wolburg - Ma il Governing Council della BCE ha già avvertito che una stretta sarebbe attualmente prematura e rappresenterebbe un rischio per la ripresa e per l'inflazione. In effetti, vediamo il rischio di un aumento dei rendimenti internazionali a partire dagli Stati Uniti”.

 

Nel corso del secondo trimestre la BCE ha aumentato gli acquisti settimanali di PEPP a 18 miliardi di euro, e potrebbe permettersi di mantenere questo ritmo di acquisti fino alla scadenza regolare del programma fissato a marzo 2022.

“Del resto il Governing Council della BCE ha constatato all'unanimità che una mano ferma è la cosa migliore - conclude l’economista di Generali Investments - Dubitiamo che questa valutazione cambierà alla riunione del prossimo 9 settembre, quando gli acquisti del PEPP saranno regolati e riteniamo sempre più probabile che il tapering del PEPP si rivelerà un vero e proprio miraggio”.

 

Fonte: Generali Investments Partners S.p.A Società di gestione del risparmio, dati al 14.06.2021