17/06/2021

Cigno verde, pericolo da non sottovalutare

di Advisor Professional

La News

I mercati finanziari sono caratterizzati da innumerevoli rischi. A destare preoccupazione in questo momento è la possibile nascita di un “cigno verde”, ovvero un evento climatico avverso capace di sconvolgere il sistema finanziario mondiale.

Secondo BNP Paribas AM, ora che le economie stanno gradualmente riaprendo, il rafforzamento dei dati economici testimonia la solidità della ripresa ciclica.

I segnali di un aumento globale dell’inflazione non hanno scosso eccessivamente i mercati obbligazionari. Il messaggio delle banche centrali, secondo cui l’inflazione sarebbe meramente transitoria, ha finora convinto.

 

Dai verbali della riunione di aprile del Federal Open Market Committee statunitense, emerge come un gruppo più nutrito del previsto di politici monetari è favorevole a una riduzione anticipata del Quantitative Easing (QE) della banca centrale.

Nell’ultimo periodo i discorsi di diversi membri della Fed sono stati piuttosto accomodanti, tanto che gli effetti inflazionistici della ripresa sono stati giudicati temporanei. Per il momento i mercati si sono concessi una pausa in attesa del prossimo vertice sulla politica della Fed.

 

A inizio maggio, gli indici compositi dei responsabili degli acquisti (PMI) dell’Eurozona hanno superato le stime di consenso, suggerendo una ripresa ben avviata nel secondo trimestre e facendo sperare in un miglioramento degli indicatori dei sondaggi nei prossimi mesi.

Anche grazie all’avanzamento delle campagne di vaccinazione, l’Europa è sulla buona strada per recuperare terreno. Gli esperti di BNP Paribas AM, non escludono che il miglioramento delle prospettive consentirà alla BCE di togliere il freno dall’acceleratore monetario.

 

L’emissione di green bond è in rapido aumento. Con quasi 200 miliardi di dollari di obbligazioni emesse finora, è probabile che il volume totale di quest’anno raggiungerà i 430-460 miliardi di dollari, visto che molte delle emissioni generalmente più cospicue non sono ancora state lanciate.

Anche le obbligazioni correlate alla sostenibilità hanno visto le emissioni raddoppiare da inizio anno e le previsioni per il 2021 parlano di un totale compreso fra 80 e 110 miliardi di dollari.

 

Il prossimo autunno la BCE dovrebbe pubblicare una revisione sulla decarbonizzazione del suo bilancio e interrompere gli acquisti di asset con la maggiore impronta carbonica.

 

Le discussioni in corso vertono su tre aspetti.

Il primo è legato alla moderazione. La BCE è impegnata a migliorare la sua analisi degli effetti economici dei cambiamenti climatici.

Secondo aspetto, la pubblicazione. In questo caso la BCE intende pubblicare i suoi rischi legati al clima e imporre l’obbligo di divulgazione di tali informazioni anche alle sue controparti, con un conseguente potente effetto di esemplarità.

Infine, le attività operative. La BCE sta valutando l’idea di integrare i rischi climatici nella valutazione sia del collaterale che degli acquisti di asset, focalizzandosi sulle realtà imprenditoriali.