10/06/2021

Dividendi, ecco in quali settori trovarli

di Advisor Professional

La News

Nel 2020 i dividendi distribuiti dalle società quotate sono crollati del 12,2%: si tratta di 1255 miliardi di dollari in meno nelle tasche degli azionisti, secondo i dati forniti da Refinitiv.

Quello bancario è stato il settore più colpito, con circa un terzo delle riduzioni complessive: del resto, con il divieto di erogare dividendi imposto da BoE e BCE ha fatto sì che nel Regno Unito e in Europa il declino fosse imputabile in larga misura proprio alle banche.

Come conseguenza, l’impatto inevitabile si è riverberato sui fondi con obiettivo cedola, che distribuiscono ai loro azionisti il reddito ricevuto dai dividendi azionari e dai pagamenti degli interessi sulle obbligazioni.

Alla fine del primo trimestre 2021, la distribuzione effettuata da M&G (Lux) Income Allocation Fund di M&G Investments è stata pari a 26,88 centesimi (classe di azioni A in EUR a distribuzione), il 17,5% in meno rispetto ai 32,57 centesimi erogati l'anno precedente. Oltre al taglio dei dividendi, il fondo ha accusato l'alta esposizione alle banche al momento dello scoppio della pandemia.

 

Quali sono ora le prospettive?

“Il 2021 sembra decisamente più promettente per gli investitori orientati al reddito - spiega Steven Andrew, gestore di M&G Investments - Il primo fattore positivo è il rimbalzo vigoroso dell'attività economica che stiamo osservando man mano che le economie si liberano dal lockdown, un fenomeno che si riflette negli utili societari.

La recente stagione degli utili ha dimostrato quanto sia robusta la ripresa dei profitti delle imprese: in confronto ai livelli depressi di 12 mesi fa, gli utili trimestrali sono aumentati di quasi l'80% in Europa e di oltre il 50% negli Stati Uniti”.

La maggior parte degli analisti si aspetta che la tendenza continui quest'anno e questo dovrebbe consentire alle aziende di ripristinare o incrementare le cedole. Lo hanno già fatto, tra le altre, Apple, Procter & Gamble e Freeport-McMoRan negli Stati Uniti, e Persimmon e Admiral in Regno Unito.

 

“Inoltre, sta continuando la rimozione graduale dei divieti imposti alle banche dagli enti regolatori riguardo al pagamento di dividendi – continua il gestore di M&G - Il 30 giugno di quest'anno saranno eliminate tutte le restrizioni adottate in questo settore negli Stati Uniti, subordinatamente al superamento degli stress test sul capitale, mentre nel Regno Unito le banche potranno effettuare distribuzioni fino a un massimo del 25% dei profitti, e Barclays, Lloyds e HSBC hanno già iniziato a riattivare i dividendi.

Analogamente, la BCE consentirà alle banche europee di staccare cedole limitate al 15% dei profitti nel 2021. Il ritorno dei dividendi azionari ai livelli precedenti, se dovesse accadere, potrebbe richiedere un po' di tempo, ma lo scenario attuale è molto più incoraggiante per gli investitori orientati al reddito”.

 

Come si è posizionato il fondo?

“Dall'inizio della pandemia, abbiamo attenuato l'impatto esercitato sul fondo dalla riduzione dei dividendi. Oltre ad accentuare la diversificazione azionaria, abbiamo incrementato il peso delle obbligazioni societarie.

L'esposizione azionaria è stata ampliata riducendo l'enfasi sui finanziari, in particolare attraverso le posizioni nelle banche europee, mentre abbiamo aumentato la ponderazione dei titoli legati ai consumi. Manteniamo in portafoglio varie società finanziarie che, a nostro avviso, offrono una valida esposizione alla ripresa economica.

Inoltre, abbiamo ritoccato in chiave tattica le esposizioni ai titoli governativi statunitensi a lunga scadenza, alla luce delle potenziali proprietà diversificanti rispetto al comportamento delle posizioni in asset rischiosi, in caso di sorprese economiche negative. Nei mesi scorsi è stata anche rivista al rialzo l'esposizione al debito sovrano di mercati emergenti come la Colombia e il Brasile.

Dal nostro punto di vista, le obbligazioni offrono rendimenti interessanti e possono contribuire alla diversificazione del portafoglio”.

 

E quale può essere l’effetto dell’inflazione?

“Le azioni e gli altri asset rischiosi stanno ricevendo un forte impulso dalle misure di sostegno messe in campo dai governi e dalle banche centrali, ma molte aree del mercato azionario sembrano pienamente valutate.

Inoltre, negli ultimi mesi abbiamo visto i segnali di un possibile rialzo dell'inflazione, con la pressione generata dalla domanda accumulata di servizi e consumi che crea strozzature di offerta spingendo i prezzi verso l'alto. Il fondo è quindi piuttosto bilanciato, seppure con un leggero orientamento a favore del rischio.

Al momento privilegiamo una gamma di azioni globali diversificate, meglio se esposte alla ripresa economica, e titoli di Stato dei Paesi emergenti. Ci sembra opportuno detenere anche una posizione consistente in strumenti più difensivi per coprire l'ipotesi di un'inversione di rotta sui mercati azionari.

Di conseguenza, siamo ampiamente esposti ai Treasury USA a lunga scadenza, cui abbiamo aggiunto una posizione in obbligazioni del Portogallo.

Questo posizionamento ci consente di partecipare all'ulteriore risalita dei mercati azionari, lasciandoci però la capacità di rispondere a eventuali opportunità di investimento tattiche che potrebbero emergere con un aumento della volatilità”.