08/06/2021

Europa: opportunità per gli investitori

di Advisor Professional

La News

L’Europa è vista, dagli investitori globali, come un mercato strutturalmente poco attraente, ciclico, a bassa crescita interna e con un’elevata esposizione alla cosiddetta old economy.

 

La tradizione industriale europea ha contribuito, in passato, a creare la percezione che il suo mercato fosse ciclico ma ha anche dato la luce ad alcune delle aziende più forti del continente: i cosiddetti giganti di nicchia del settore industriale. Le aziende di questo settore beneficiano di una solida tradizione, di una forte concentrazione sulle attività primarie nelle rispettive nicchie e di orizzonti di lungo termine.

 

Secondo Tom Dorner, Gestore European Equities in Aberdeen Standard Investments, però, il mercato azionario europeo evidenzia importanti sviluppi.

 

Nello specifico, evidenziano dalla casa di gestione, le aziende europee hanno posizioni dominanti in molteplici settori globali come quello dei beni industriali e farmaceutico. Molte società hanno dimostrato una capacità di innovazione che compete con le controparti globali in settori come quello tecnologico e dei servizi finanziari.

 

Sul piano politico l’UE è riuscita a dare una risposta forte a una serie di tematiche tra cui il cambiamento climatico ed il digitale/tecnologico.

 

Oggi, infatti, il comparto più rappresentato nell’Euro STOXX50 è quello tecnologico, mentre nell'ultimo decennio l’esposizione alla finanza e all'energia si è sostanzialmente ridotta. Nel tempo, questa evoluzione dovrebbe accelerare il passo e rendere più visibile una crescita degli utili.

 

I dati suggeriscono un elevato livello di innovazione delle aziende europee. L’Indice Bloomberg’s 2021 Innovation – che valuta fattori quali l’intensità degli investimenti in R&S, la produzione manifatturiera di valore aggiunto, la produttività e l’attività brevettuale.

 

Dorner sottolinea come ci sia un numero crescente di società europee in posizione dominante anche in aree emergenti e in rapida crescita dell’economia.

 

Il vecchio continente si è guadagnato, anche, la reputazione di “patria del lusso” grazie alla lunga tradizione di produzione artigianale unita a una gestione a conduzione familiare rimasta stabile, in molti casi, per oltre un secolo.

L'industria del lusso è diventata un tipico mercato "winner takes all" e a fare man bassa dei profitti sono le società ai primi 20 posti, gran parte delle quali ha sede in Europa. La combinazione di tradizione e brand altamente ambiti rappresenta un potente vantaggio competitivo immateriale, per questo le aziende del lusso europee investono molto tempo, impegno e denaro per coltivare la propria immagine.

 

L’Europa è, anche, patria di società con robusti brand che non c'entrano con il lusso. Le aziende europee produttrici di beni di consumo in genere spendono più dei competitor per tutelare e sviluppare i loro marchi e mostrano un rapporto tra spesa in R&S e vendite di norma superiore a quello delle controparti statunitensi. In genere ciò si traduce in una crescita a lungo termine superiore.

 

Anche in tema di capitalismo responsabile l’Europa è all’avanguardia. Il mercato dell'energia eolica offshore ne rappresenta un esempio particolarmente interessante.