Obbligazionario: mantenere posizioni per limitare i rischi dell’inflazione

14/04/2021

Obbligazionario: mantenere posizioni per limitare i rischi dell’inflazione

di Advisor Professional

La News

I mercati obbligazionari, nell’ultimo anno, sono stati condizionati dall’aumento dei rendimenti dei bond, a livello globale, e dalla volatilità dei tassi di interesse.

 

Secondo Quentin Fitzsimmons, Gestore del fondo T. Rowe Price Global Aggregate Bond, l’irripidimento della curva dei rendimenti obbligazionari sovrani probabilmente non si è ancora esaurito. Nei prossimi trimestri ci sarà una forte accelerazione della crescita economica e un aumento dell’inflazione e ciò implicherà una prosecuzione dell’curva continuerà.

Dalla casa di gestione evidenziano come l’attuale trend di irripidimento vada ben oltre il caso degli USA e che probabilmente coinvolgerà anche altri mercati sviluppati.

La curva dei rendimenti dei Titoli di Stato britannici, per esempio, probabilmente continuerà a irripidirsi a causa della rapida campagna di vaccinazione e dell’atteggiamento ultra-accomodante della banca centrale.

 

Come allocare il portafoglio in tale scenario limitando i rischi di downside per gli investitori obbligazionari.?

 

Gli esperti di T. Rowe Price ritengono che la metodologia migliore sia quella di tenere a mente questo ciclo di irripidimento e mantenere allo stesso tempo posizioni volte a mitigare gli effetti di un’inflazione più elevata.

Dalla casa di gestione ritengono che, nonostante il brusco sell-off che abbia interessato i mercati dei Titoli di Stato dei mercati sviluppati, i mercati più rischiosi, come quelli creditizi e azionari, non abbiano subito contraccolpi

 

L’aumento della volatilità è stato molto specifico e ha riguardato soltanto i mercati dei tassi di interesse finora, ma potrebbe non essere così per sempre. Il credito, e in particolare il segmento investment grade, potrebbe diventare vulnerabile prima o poi, a causa degli spread ridotti e della componente di duration che lo espone ai cambiamenti nei tassi sottostanti.

Nello specifico, i Titoli di Stato, a più lunga scadenza, hanno visto una maggiore fluttuazione dei prezzi di recente, dato che gli investitori attribuiscono un premio più alto a quella parte della curva a causa dei timori relativi all’inflazione e ai rischi sul lato dell’offerta.

 

Le politiche monetarie accomodanti hanno contribuito a mantenere la volatilità sostanzialmente sotto controllo nella parte breve della curva, ma potremmo vedere dei cambiamenti in tal senso.

La crescita dei rendimenti obbligazionari probabilmente non sarà fonte di preoccupazione per le banche centrali, ma lo saranno la rapidità e la volatilità di tale aumento.

Molti istituti centrali hanno già espresso una certa apprensione ed è possibile che alcuni di essi seguano l’esempio della Bank of Japan (BoJ) e della Reserve Bank of Australia, introducendo politiche per il controllo della curva dei rendimenti per contribuire a moderare le fluttuazioni.