07/04/2021

Due scenari all'orizzonte: le prospettive per azioni e bond

di Advisor Professional

La News

La prassi in vigore ormai da decenni vede immissioni di liquidità da parte delle banche centrali a supporto degli asset rischiosi. Il 2020 è stato solo il caso più recente in cui questo è avvenuto.

“Pur risultando giustificate al momento, col tempo tali misure inducono gli investitori e gli operatori a pensare che i mercati godano di ottima salute – spiega James Athey, Senior Investment Manager di Aberdeen Standard Investments - Questa idea ha l'effetto di mutare il comportamento degli investitori, aumentandone la propensione al rischio e spingendoli sempre più a ignorare scomode realtà”.

E infatti, dopo il più grave shock economico negativo a livello globale dalla seconda guerra mondiale a oggi, determinato da pandemia e successivi lockdown, diversi mercati azionari hanno segnato nuovi massimi storici e quasi tutti sono tornati al di sopra dei livelli pre-pandemia.

 

“I mercati sembrano solidi all'apparenza, ma periodicamente dimostrano la loro debolezza e fragilità, e le banche centrali intervengono continuamente, incoraggiando tuttavia quegli stessi comportamenti che l'hanno determinata - conferma Athey - E le prospettive rialziste tra gli investitori si collocano all'estremità superiore della forbice dell'ultimo decennio".

 

Quali sono ora le prospettive per il mercato obbligazionario?

“Se il 2021 non risultasse così positivo come previsto, un nuovo intervento delle banche sarebbe praticamente inevitabile e non sarebbe di certo il momento per assumere posizioni ribassiste sull'asset class.

Anche i governi potrebbero scendere in campo, il che comporterebbe un aumento del deficit e dell'offerta di titoli sovrani.

Tuttavia la crescita debole e le forze disinflazionistiche prenderebbero il sopravvento relegando in un angolo i timori per le finanze pubbliche o le probabilità di trovare acquirenti per il debito emesso dallo Stato”.

 

E se invece fosse positivo?

Se il 2021 portasse invece verso un rafforzamento della crescita e dell'inflazione, gli investitori obbligazionari potrebbero trovarsi in difficoltà. In uno scenario del genere, sarebbe normale attendersi un rialzo dei rendimenti e un irripidimento delle curve, ed è proprio quello che si aspetta il consensus per il 2021.

Tale aspettativa non è del tutto mal riposta. Le campagne vaccinali stanno accelerando il passo e, in considerazione dell'alta efficacia prevista, è ragionevole ritenere che le economie torneranno a una quasi normalità nel secondo semestre dell'anno.

 

Cosa vi aspettate invece dall’azionario nei due scenari?

L'idea che va per la maggiore, come detto, è che il 2021 sarà un anno migliore per la crescita, ma se così non fosse, ci penseranno le banche centrali a introdurre nuove misure di incentivazione mediante iniezioni di liquidità e acquisti di asset.

In entrambi i casi, le azioni si muovono al rialzo. In un sistema del genere, il prezzo pagato per asset rischiosi come le azioni non ha più molto peso. Le banche centrali coprono le spalle, quindi via tutti a puntare senza pensieri.