07/04/2021

Politiche economiche, cambio epocale

di Advisor Professional

La News

Il 2020 ha segnato una svolta nelle politiche dei Paesi sviluppati. La grande crisi finanziaria del 2008 era stata combattuta con politiche monetarie estremamente accomodanti, mentre quelle fiscali erano state molto modeste in quanto limitate delle opinioni sul rigore finanziario.

Ciò ha determinato crescite economiche poco brillanti e quindi scarsa crescita dei salari, mentre invece i tassi bassi hanno dopato gli asset finanziari.

 

La pandemia del 2020 e il crollo delle economie dovuto ai lockdown hanno invece visto il contemporaneo utilizzo sia di politiche monetarie sia fiscali.

Addirittura, in questa prima fase di 2021, il nuovo piano di stimoli da 2mila miliardi di dollari dell’Amministrazione Biden le politiche fiscali hanno sostituito quelle monetarie, giunte ormai a fine corsa.

 

“In altre parole, nel momento in cui sono stati raggiunti i limiti dell’efficacia e dell’accettabilità sociale nella lotta alla crisi unicamente attraverso la politica monetaria, è stata la politica fiscale a essere brandita come la nuova punta di diamante della politica economica -spiega Didier Saint-Georges, Head of Portfolio Advisors, Managing Director e membro dello Strategic Investment Committee di Carmignac.

Questo cambio di regime ha inizialmente innescato un aumento delle aspettative d’inflazione, dato che questa volta i consumatori beneficeranno di misure di sostegno, che, nel caso dei mercati azionari, hanno ampiamente ammortizzato il rialzo dei rendimenti obbligazionari. Tuttavia, per alcune settimane i mercati obbligazionari hanno spinto al rialzo i tassi reali a lungo termine, nella previsione che a lungo andare la Fed dovrà inasprire la propria politica”.

 

Si tratta ovviamente di una configurazione meno favorevole ai mercati azionari, che tra febbraio e marzo hanno iniziato a subire i primi crolli, prontamente rientrati nel mese di marzo, con i principali listi Usa che hanno segnato nuovi massimi storici.

Alla fine, è ancora eccessivamente prematuro giudicare se la correzione dei mercati obbligazionari soffocherà l’ottimismo degli economisti dopo il 2021.

 

“Un regime di mercato che dura da decenni non è così facilmente reversibile - mette in chiaro Didier Saint-Georges - All’inizio è normale che sia preceduto da un aumento della volatilità; quella sui mercati obbligazionari è già ampiamente un dato di fatto, quella sui mercati azionari ne è la logica conseguenza.

Per questo motivo abbiamo complessivamente ridotto i rischi nei portafogli, sia obbligazionari che azionari, attraverso operazioni di copertura, principalmente sul Nasdaq e sui tassi d’interesse statunitensi a lungo termine. Allo stesso tempo, la crescita effettiva dell’economia dopo il rimbalzo del 2021 richiederà ancora parecchio sostegno fiscale”.

 

“Accanto ai titoli che beneficeranno della riapertura delle economie, conserviamo quindi preziosamente in portafoglio i titoli “growth”, per i quali riteniamo che la visibilità sui risultati e il loro “pricing power”, in caso di aumento dell’inflazione, possano rappresentare punti di forza importanti in tutti gli scenari” conclude il manager di Carmignac.