04/03/2021

L’impatto dei Treasury sul credito

di Advisor Professional

La News

Il Treasury decennale statunitense ha superato la scorsa settimana la soglia dell’1,5% di rendimento: si pensi che a inizio anno, quindi solo due mesi fa, era sotto quota 1%. Non solo: il mercato sta già prezzando ora ben tre incrementi dei tassi, da 25 basis point ciascuno, da qui a fine 2023.

 

“Gli ultimi giorni hanno visto i rendimenti dei titoli di stato raggiungere nuovi massimi, ma questa volta la composizione del sell off si è spostata verso i rendimenti reali in opposizione all'inflazione di breakeven - spiegano da Generali Investments - Questo spostamento non ha di fatto cancellato la propensione al rischio per quanto riguarda gli attivi rischiosi e il credito. Ci aspettiamo quindi che l'obbligazionario Investment Grade (IG) gradualmente si uniformi, mentre l'High Yield (HY) dovrebbe sovraperformare, fornendo un migliore effetto da “ammortizzatore” a tassi più alti. Di un tasso di inflazione più alto beneficia il credito in generale, ma è un vero e proprio vento a favore per l'HY nel sostenere il deleveraging delle aziende”.

 

Gli spread sia dell’IG che dell’HY si sono ridotti durante questo periodo, dimostrando la capacità dei mercati del credito di “digerire” tassi più alti.

 

“Le attuali valutazioni elevate limiteranno la capacità degli spread di restringersi in questo contesto di rialzo dei tassi, ma ci aspettiamo un ulteriore restringimento di 10 punti base per il resto dell'anno - stimano da Generali Investments - In effetti, non ci aspettiamo che gli spread si allarghino, dato che il tema della reflazione continua a spingere verso l’alto i rendimenti reali”.

 

Nel frattempo, lo spread tra Bund decennale e il credito IG ha toccato i massimi storici, mentre la stagione delle trimestrali in Europa inizia a movimentarsi: 64 società dello Stoxx600 diffonderanno i propri dati insieme a 15 dell’S&P500. Intanto, negli Stati Uniti, è atteso con molto interesse dagli operatori il job report di venerdì 12 marzo, dato che il mercato del lavoro statunitense sembra mostrare segni di debolezza: la media a tre mesi dei nonfarm payrolls (vale a dire le assunzioni dei settori non agricoli) è aumentata di soli 29mila unità.