02/03/2021

L’ondata di liquidità spinge i mercati azionari

di Advisor Professional

La News

Conclusa con successo la stagione degli utili del quarto trimestre negli USA, l’attenzione degli investitori si concentra ora sui risultati delle aziende europee.

Facendo un confronto tra gli utili del quarto trimestre delle aziende europee e di quelle americane la differenza appare evidente.

 

Ci si aspettava un andamento negativo degli utili americani che, invece, hanno stupito. Le società incluse nell'S&P500 hanno conseguito una crescita lusinghiera facendo registrare un aumento degli utili del 4% dall’ultimo trimestre del 2019 superando, quindi, la prevista contrazione del 13%. Dall’altra parte dell’oceano, invece, gli utili delle società europee sono calati del 10%, ovvero poco meno del 14% previsto.

 

Secondo gli esperti di BNP Paribas, una delle motivazioni alla base di tali risultati è da ritrovarsi nei beneficiari della pandemia sostenuti dal tema “Internet”, come i servizi di home streaming o le società di e-commerce, che hanno continuato a generare profitti eccellenti.

L’annuncio relativo all’inizio delle vaccinazioni, invece, non si è ancora tradotto in una ripresa dell’attività “fuori casa”.

 

Indice mobilità

 

 

 

Eppure, né il ritardo nella ripresa dell’attività economica né l’aumento dei rendimenti dei Treasury americani, a quasi l’1,13% nel segmento a 10 anni, hanno destabilizzato gli investitori azionari.

Recentemente gli investitori retail statunitensi hanno allocato più di 58 miliardi di dollari di nuova liquidità in fondi azionari, battendo il record di afflussi settimanali.

Gli investitori stranieri, invece, hanno riversato nelle azioni americane 78 miliardi di dollari solo a dicembre, mancando di poco il livello massimo di 79 miliardi registrato lo scorso maggio.

 

Dalla casa di gestione evidenziano come gli investitori stiano già scontando i prossimi stimoli fiscali sperando nella revoca delle misure restrittive per stimolare la ripresa della domanda. In alcuni segmenti del mercato l’aumento dei prezzi (P) ha superato quello degli utili (E) specialmente fra i “vincitori” della pandemia.

 

Gli elevati rapporti prezzo-utili (P/E) di alcune mega cap provocano un’inevitabile distorsione del rapporto P/E dell’indice in generale. Per soppesare le valutazioni dell’intera gamma di titoli inclusi nell’indice – evidenziano dalla casa di gestione – occorre considerare il rapporto P/E mediano (invece che quello ponderato per la capitalizzazione) separando, ad esempio, il settore tecnologico (compresi internet retail, media e servizi interattivi, cinema e intrattenimento) dal resto del mercato.

 

Sebbene il P/E mediano del settore tecnologico sia maggiore rispetto agli ultimi 17 anni, quello del mercato in generale è a tutti gli effetti allineato alla media di lungo termine.

Se si considera che i tassi d’interesse molto bassi garantiscono un P/E più elevato sul mercato e che gli utili dovrebbero continuare a crescere in vista di ulteriori stimoli fiscali, le valutazioni “medie” potrebbero riservare delle sorprese. Ci sono, quindi, ancora opportunità fra le azioni statunitensi a patto di saper selezionare.

 

P/E Mediano Russell 3000