01/03/2021

Inflazione, ecco i prossimi scenari economici

di Advisor Professional

La News

L’attuale scenario negli Stati Uniti è caratterizzato da una politica monetaria accomodante, programmi di Quantitative Easing e di stimolo fiscale.

Gli investitori si stanno domandando, quindi, se l’enorme quantità di liquidità a disposizione porterà o meno a un aumento dell’inflazione.

Prima della pandemia, l’inflazione dei servizi era relativamente stabile attorno al 3% ma, a partire dall’annuncio dei vaccini per il coronavirus, le aspettative di inflazione sono aumentate, con un’ulteriore accelerazione a gennaio dopo la vittoria dei Democratici nelle elezioni in Georgia per il Senato.

L’impatto della pandemia si è concentrato su alcuni settori, che potrebbero registrare una rapida ripresa nel momento in cui le campagne vaccinali raggiungeranno il picco. Inoltre, poiché la crescita salariale non ha registrato alcun crollo al di fuori dei settori più duramente colpiti dalla pandemia, un mercato del lavoro più teso potrebbe generare pressioni salariali.

 

Esty Dwek, Head of Global Market Strategy, Dynamic Solutions per Natixis Investment Managers, evidenzia come al momento la Fed abbia indicato che i tassi di interesse dovrebbero rimanere a zero fino al 2023 e che dovrebbe mantenere l’attuale politica di Quantitative Easing finché non “si saranno realizzati progressi sostanziali per quanto riguarda gli obiettivi di piena occupazione e di inflazione media”.

Se ci dovessimo trovare di fronte a un’inflazione elevata e durevole, i tassi aumenteranno e la Fed dovrà intervenire ritirando le proprie politiche monetarie accomodanti. In questo scenario – evidenziano dalla casa di gestione - emergerebbero timori riguardo ad un rialzo dei tassi a lungo termine, a un nuovo “Taper tantrum” e a una forte correzione del mercato azionario.

 

Gli analisti della casa di gestione prevedono un aumento dell’inflazione legato agli effetti base e al forte incremento della spesa pubblica, con una domanda innescata dalla riapertura delle economie.

 

Ma quali mercati potrebbero maggiormente risentire di un’inflazione elevata? Secondo Esty Dwek, il segmento più a rischio è il mercato obbligazionario, specialmente sul fronte del debito sovrano, con rendimenti di partenza estremamente bassi e la percezione che possano muoversi al rialzo.

 

I mercati azionari, invece, dovrebbero mantenere una dinamica positiva finché i tassi non aumenteranno e la Fed manterrà una politica accomodante, ossia lo scenario di base. In effetti, le valutazioni già elevate si deteriorerebbero in presenza di tassi più alti. Per contro, gli utili nominali crescono con l’inflazione e il rialzo dell’inflazione sarebbe dovuto a una crescita più solida, positiva per gli asset rischiosi a condizione che la politica monetaria resti accomodante. Una tale reflazione sosterrebbe i settori ciclici come l’energia e i titoli finanziari.