23/02/2021

Portafogli multi fattoriali, limiti e rimedi

di Advisor Professional

La News

Il 2020 è stato un anno anomalo per gli investimenti in “fattori” (Value, Quality, Low Volatility, Momentum). I portafogli allocati prevalentemente in alcuni di questi hanno infatti decisamente sottoperformato gli indici azionari cap weighted a causa della nota forza denotata dai titoli Growth.

 

Per provare a ovviare in futuro a queste problematiche e consentire a questi panieri di comportarsi in modo efficiente, a Bnp Paribas AM hanno così provato a testare un portafoglio multifattoriale senza vincoli confrontandolo con uno long only, con vincoli e con un tracking error del 2,5%.

La tabella qui sotto evidenzia i risultati su vari orizzonti temporali e su differenti aree geografiche. La differenza di performance tra i due portafogli è chiaramente dovuta ai vincoli imposti.

 

Il vincolo “long only” porta infatti ad aumentare l’esposizione ai titoli a bassa capitalizzazione nel momento in cui quelli a grande capitalizzazione crescono in misura maggiore, aumentando quindi la concentrazione del paniere e impediscono quindi di rimanere sottopesati sui titoli meno interessanti.

 

Del resto i numeri parlano chiaro: negli ultimi cinque anni, i cinque titoli Usa che la maggiore capitalizzazione di mercato hanno addoppiato il loro valore, raggiungendo livelli di concentrazione che non si vedevano dal 1990.

 

Un portafoglio che investa solo sulla size (andando long di small cap e shortando le large cap) a 1 e 3 anni avrebbe reso meno dei benchmark, mentre solo nel lungo termine (dal 2003) avrebbe realizzato performance analoghe agli indici di riferimento.

 

Il risultato di tutto questo? Portafogli con vincoli rigidi e long only possono ridurre la performance rispetto ai portafogli long-short e multi-factor, anche se i rendimenti dei primi rimangono persistenti nel tempo. “Sosteniamo che i vincoli long-only creano un'esposizione aggiuntiva alle small cap – concludono da Bnp Paribas - In particolare quando la concentrazione aumenta in un benchmark, rendendo sempre più difficile per un gestore di portafoglio evitare di sottopesare i titoli a maggiore capitalizzazione di mercato per finanziare altre posizioni attive sovrappesate e in secondo luogo sottopesare i titoli considerati indesiderabili se la loro capitalizzazione di mercato è sempre più piccola”.

 

Negli ultimi anni, e in particolare nel 2020, l'eccezionale sovraperformance dei titoli a maggiore capitalizzazione negli indici statunitensi e mondiali rispetto a quelli a minore capitalizzazione ha aumentato la concentrazione negli indici di riferimento.

Di conseguenza, i vincoli long-only hanno portato a una performance ancora peggiore di quella che ci si sarebbe potuta aspettare, a causa di un'esposizione indesiderata al fattore low-size sottoperformante.