28/01/2021

Cinque regole per destreggiarsi tra le obbligazioni

di Advisor Professional

La News

Le Banche Centrali dei Paesi del G10  hanno cumulativamente registrato 655 punti base di tagli dei tassi nel corso del 2020. Questo ammontare impallidisce rispetto ai 2.900 punti base di tagli dei tassi osservati durante la crisi finanziaria globale del 2008, motivo per cui gli acquisti di asset sono avvenuti piuttosto rapidamente.

“Ci aspettiamo che anche quest’anno le banche centrali continuino a modulare gli acquisti di asset per allentare le condizioni finanziarie e mitigare la pressione al rialzo sui rendimenti c.d. “sovrani” - spiegano da Goldman Sachs Asset Management - La Bank of Japan, ad esempio, detiene oltre il 50% del debito sovrano del Paese: questo dato dimostra che c'è ampio spazio per l'espansione del bilancio di altre banche centrali”.

 

“Prevediamo ulteriori stimoli fiscali negli Stati Uniti, mentre in Europa i piani di inasprimento fiscale sono stati ridimensionati. In entrambi i paesi i tassi sono bassi e dovrebbero ridurre la spesa per interessi nei prossimi anni”. Ecco dunque le implicazioni sugli investimenti secondo GSAM. Gli scenari che si hanno di fronte sono i seguenti.

 

Rafforzati i motivi di ricerca di rendimento. Il considerevole allentamento monetario ha esteso la sfida sui rendimenti negativi nei mercati obbligazionari dei paesi c.d. “sviluppati”. Le prospettive accomodanti delle banche centrali di questi paesi amplieranno un’insaziabile domanda di rendimento, a vantaggio del credito societario e cartolarizzato.

 

Rendimenti limitati per intervallo, curve più ripide. Con tassi a breve ancorati alle politiche monetarie, i miglioramenti macro faranno aumentare i tassi di lungo termine. Al di là degli Stati Uniti, la discussione sui tassi ufficiali in territorio negativo (o ancora più profondamente negativi) potrebbe anche avere implicazioni sull’outlook della curva dei rendimenti e le valute del G10.

 

Tendenza al ribasso del dollaro. Ci aspettiamo che il deprezzamento del dollaro continuerà per tre ragioni chiave. In primo luogo, i rendimenti reali sono profondamente negativi e la Federal Reserve si è impegnata a mantenere i tassi bassi per generare inflazione, il che implica che i rendimenti reali negativi persisteranno forse oltre il 2021.

In secondo luogo, le valutazioni vengono aumentate, sostenute dalla sovraperformance economica e dalla forza del mercato Usa negli ultimi anni. Infine gli Stati Uniti hanno un deficit delle partite correnti il cui finanziamento richiede un deprezzamento del dollaro. Le dinamiche di liquidità e il flusso di notizie sui virus potranno influenzare la tempistica della debolezza del dollaro, ma non necessariamente la tendenza al ribasso a medio termine.

 

Come comportarsi, dunque, a fronte di tali scenari? Ecco le cinque regole per navigare in questo contesto secondo GSAM.

 

Accedere all'ampia gamma di opportunità dell’obbligazionario. Vi è una grande dispersione delle valutazioni nei mercati obbligazionari: in un contesto di miglioramento delle prospettive di crescita, vediamo opportunità nel debito dei mercati emergenti e nel credito societario, in particolare ad alto rendimento.

Favoriamo anche i titoli garantiti da ipoteca (MBS) che traggono vantaggio dagli acquisti da parte della banca centrale e presentano una sensibilità minore alle battute d'arresto cicliche.

 

Diversificare tra le asset class e la loro composizione. L’obbligazionario non è una classe di attività omogenea e anche all'interno dei settori vi sono ampie differenze.

Il panorama del debito dei mercati emergenti lo dimostra. L'Asia entrerà nella seconda fase di ripresa nel 2021, avendo beneficiato di un forte stimolo politico e di un contenimento efficace dal virus, mentre l'America Latina continua a fare i conti anche con l'economia, la politica e le sfide sociali. Un quadro di crescita globale migliore aumenterà i prezzi delle materie prime, avvantaggiando i Paesi dei mercati emergenti orientati all'export.

 

Catturare i premi al rischio creati dalle inefficienze del mercato. A marzo abbiamo catturato un "premio di liquidità" che ci ha portato ad acquisire un'esposizione al credito societario tramite derivati ​​sul credito pre-pandemia. Nonostante il recupero degli spread dopo la fase di sell-off del primo trimestre, risulta difficile individuare opportunità su singoli titoli considerando le dinamiche settoriali.

Ad esempio, attraverso la pandemia abbiamo catturato un "premio di spread COVID-19" evidenziato in emittenti di settori ritenuti esposti in modo gravemente negativo al virus, come compagnie aeree e hotel. Il mercato ha differenziato i settori in base alla sensibilità COVID-19, ma non distinto gli emittenti sottostanti sulla base dei fondamentali societari come, ad esempio, i risultati di bilancio. Un investimento basato sui dati e un approccio guidato dalla tecnologia può permetterci di identificare in modo efficace le future inefficienze del mercato.

 

 Valute come copertura delle attività di rischio. In passato, per garantire che i portafogli obbligazionari fossero equilibrati e resilienti di fronte a episodi di mercato di risk-off, le esposizioni creditizie societarie venivano coperte con i tassi.

Dato il basso livello dei tassi, la loro efficacia come copertura si è attenuata e abbiamo quindi diversificato la copertura includendo un paniere di valute caratterizzate da una correlazione negativa con il credito.  

 

Focus sugli ESG come principio di investimento. La pandemia ha evidenziato che i fattori ESG sono una necessità anche nel mercato ribassista e non solo un lusso nel mercato rialzista. Con l'ulteriore compressione degli spread di credito, la gestione dei rischi ESG è essenziale dato il profilo di rendimento asimmetrico delle obbligazioni.

Gli ESG sono un tema in evoluzione che plasma le decisioni di investimento, la definizione delle politiche e i mercati, in presenza di un costo del capitale - sia per le società sia per i titoli sovrani - sempre più guidato da tratti ESG. L'integrazione ESG è quindi fondamentale per le decisioni di selezione degli emittenti, di costruzione del portafoglio e di gestione del rischio.