28/01/2021

Opportunità nel mercato obbligazionario

di Advisor Professional

La News

Il tema di fondo non cambia per il mondo obbligazionario: saranno ancora una volta le politiche fiscali e monetarie a influenzare in modo determinante la performance dei titoli.

“La differenza principale sta nel fatto che nel 2021 le politiche di supporto fungeranno da accompagnamento alla ripresa economica (prociclica) e non come nel 2020 da elemento di compensazione di un peggioramento dell’economia (controciclica)” mettono in chiaro Michael Kushma (Chief Investment Officer of Global Fixed Income) e Jim Caron (Portfolio Manager, Head of Global Macro Strategies) di Morgan Stanley IM.

 

Nel corso dello scorso anno, per fronteggiare il crollo delle economie dovute alla pandemia e al successivo lockdown, Stati Uniti ed Eurozona misero in campo risorse pari rispettivamente al 45% e 44% del Pil per politiche fiscali e monetarie.

“Nel 2020 la politica monetaria e fiscale è intervenuta a sostegno della solvibilità per ridurre il rischio di svalutazione di più lungo termine dei crediti delle imprese - spiegano i due manager di Morgan Stanley IM - Negli Stati Uniti, ad esempio, il programma di QE ha interessato i titoli di società investment grade ma è stato integrato da un programma di protezione del reddito per i privati.

Attraverso questi interventi, le autorità hanno voluto circoscrivere il rischio di solvibilità e impedire ripercussioni quali un aggravamento del rischio di svalutazione dei crediti. Se non fosse stato arginato, avrebbe potuto causare effetti più duraturi, suscettibili di ridurre il potenziale di una ripresa più solida e più rapida”.

 

Diverso invece l’obiettivo delle politiche governative per quest’anno. “Il cambio di marcia del 2021 riguarda gli stimoli e la ripresa dell’economia. Questo contribuirebbe a chiudere il gap rispetto al trend di crescita pre-pandemia, riportando in alto la domanda aggregata e i flussi di cassa verso l’economia più in generale. Tuttavia, il gap non si chiuderà, in quanto la crescita degli Stati Uniti potrebbe rimanere inferiore al livello tendenziale e ciò significherebbe che gli stimoli pro-ciclici dovrebbero essere prorogati negli anni a venire”.

 

Come muoversi a livello di investimenti, quindi? “La tattica adottata nel 2020, l’investimento in titoli di qualità elevata e nelle attività sensibili ai tassi di interesse, potrebbe non risultare altrettanto efficace nel 2021: i tassi d’interesse potrebbero non calare in misura rilevante, e anzi potrebbero addirittura aumentare leggermente. Per generare alpha sarà indispensabile operare una rotazione, chiudendo le posizioni che hanno raggiunto i massimi in termini di valutazioni e sostituendole con titoli con ancora ampi spazi di crescita del proprio valore”.

 

Ecco quindi le migliori idee di investimento nel settore obbligazionario della casa di gestione.

 

Titoli cartolarizzati. Manteniamo un orientamento favorevole sul credito cartolarizzato relativo all’immobiliare residenziale. I fondamentali di base del mercato immobiliare statunitense sono solidi e questo mercato si manterrà stabile. I mercati azionari e il credito societario hanno scontato nei prezzi una ripresa dell’economia, mentre i prezzi dei mercati delle cartolarizzazioni evidenziano una maggiore cautela. Pertanto, riteniamo che su base corretta per il rischio il mercato delle cartolarizzazioni resti molto interessante.

 

Mercati emergenti. Un contesto mondiale, caratterizzato da politiche monetarie accomodanti, somministrazione su ampia scala dei vaccini anti-Covid e da nuovi stimoli fiscali, dovrebbe dare un forte impulso ai segmenti di questa asset class più sensibili alla crescita.

Le posizioni nel credito high yield e le posizioni lunghe nelle valute emergenti rispetto al dollaro statunitense, attraverso un posizionamento in titoli ad alto rendimento denominati in valuta locale, possano sovraperformare il segmento investment grade.

 

Credito High Yield. Troviamo le valutazioni migliori nel segmento dell’high yield statunitense, pur aspettandoci che i rendimenti saranno determinati da una compressione del beta. Ci attendiamo una compressione dei rendimenti nei titoli con rating BB, B e CCC.

Cerchiamo investimenti di valore basati su titoli obbligazionari che hanno accumulato un ritardo, ma che con ogni probabilità esibiranno una performance migliore durante una fase di ripresa ciclica.

 

Titoli di alta qualità. Essere esposti a titoli obbligazionari di alta qualità e più sensibili ai tassi d’interesse fa parte del nostro approccio tattico bilanciato. Ciò include Treasury USA e titoli di Stato australiani e neozelandesi, che secondo le attese dovrebbero registrare un aumento dei rendimenti nel primo semestre del 2021.

Abbiamo tuttavia una certa avversione nei confronti delle posizioni nel credito investment grade di più alta qualità e preferiamo un’esposizione al rischio costituita, ad esempio, da una combinazione di titoli BBB con fondamentali solidi e Treasury Usa.

 

Obbligazioni convertibili. Una ripresa pro ciclica ha maggiori probabilità di sostenere i prezzi degli attivi e potrebbe anche favorire questa asset class. Offrono tendenzialmente una buona performance quando la volatilità aumenta, fungendo da elemento di diversificazione per le posizioni creditizie lunghe che, a causa dei premi al rischio di insolvenza, rappresentano una posizione intrinsecamente corta sul fronte della volatilità.

Anche il fattore tecnico di un’offerta abbondante ha contribuito a mantenere relativamente contenute le valutazioni delle obbligazioni convertibili rispetto alle azioni, fornendo così l’opportunità di poter scegliere le posizioni più interessanti da detenere nei mercati di questi titoli.