20/01/2021

Puntare sulla ripartenza delle economie

di Advisor Professional

La News

“Sarà ormai estremamente difficile, da un punto di vista politico e sociale, invertire la tendenza del crescente coinvolgimento dei governi in ambito economico, già ben avviata: la combinazione tra l’esplosione dei deficit pubblici e della creazione di moneta ne è la prima manifestazione”.

Spiega così Didier Saint-Georges, Head of Portfolio Advisors, Managing Director e membro del Comitato di Investimento Strategico di Carmignac.

 

Del resto la stessa Janet Yellen, ex presidente della Federal Reserve statunitense e prossimo Segretario al Tesoro degli Stati Uniti nella nuova Amministrazione Biden, non ha mai nascosto le sue inclinazioni keynesiane in ambito economico.

Questa filosofia che sta nuovamente prendendo piede un po’ in tutto il mondo potrebbe riportare a una politica di ridistribuzione della produzione di ricchezza a favore dei salari e favorire nuovamente un’inversione di tendenza in termini di produttività e inflazione.

 

“Dobbiamo prepararci a tale evenienza, ed è questo il significato del nostro posizionamento in alcuni settori ciclici negli Stati Uniti, delle nostre posizioni nelle miniere aurifere, e delle coperture parziali sui tassi d’interesse e sull’indice Nasdaq - continua Saint-Georges – Va però evidenziato che nel 2020 un paese ha rappresentato l’eccezione rispetto alla tendenza generalizzata: la Cina, che non solo ha ben gestito la pandemia, ha evitato la creazione sfrenata di moneta ma, essendone costretta, ha anche imparato a dissociarsi dagli Stati Uniti. È su questo mercato che attualmente concentriamo gran parte dei nostri investimenti di convinzione”.

 

Ecco quindi la strategia di investimento di Carmignac.

 

Azioni. Iniziamo il 2021 con una certa cautela. Manteniamo una preferenza strategica per le società in crescita ad alta visibilità, che dovrebbero continuare a beneficiare dell’incertezza economica, monitorandone al contempo le valutazioni.

Abbiamo quindi aperto una posizione corta nel Nasdaq al fine di ridurre il beta della nostra esposizione in modo mirato.

Poi, abbiamo preso profitti in alcuni titoli ritenuti più vulnerabili a un’inversione di tendenza del mercato, come ad esempio alcune piattaforme internet cinesi che subiscono l’aumento del rischio legato al quadro normativo. Inoltre, abbiamo preso profitti in operatori cinesi di veicoli elettrici per aumentare l’esposizione ai produttori storici in Europa e in Corea, che sono in fase di transizione verso l’elettrico.

Per mantenere un equilibrio all’interno del portafoglio, manteniamo l’esposizione ai titoli che beneficeranno della ripartenza delle economie, con nuove posizioni incentrate soprattutto sulla ripresa dei consumi negli Stati Uniti.

L’aumento dei deficit potrebbe inoltre sostenere i titoli auriferi, giustificando il mantenimento delle nostre posizioni.

 

Obbligazioni. Il mercato del credito è tornato ad attestarsi ai livelli pre-crisi, e i titoli governativi decennali di Portogallo e Spagna sono passati in territorio negativo. Benché questo movimento sia giustificato dall’intervento attuale e previsto delle Banche Centrali, i livelli delle valutazioni inducono a una maggiore selettività.

Pertanto, investiamo il capitale in asset che riteniamo presentino maggiore potenziale di riduzione degli spread. Di conseguenza, nel credito continuiamo a privilegiare il segmento energetico, i titoli finanziari e il settore del turismo.

Tra i governativi manteniamo l’esposizione all’Italia che resta interessante in un contesto di repressione finanziaria, poiché offre rendimento positivo e una buona pendenza della curva, mentre le emissioni nette del Tesoro italiano dovrebbero essere negative nel 2021, totalmente assorbite dalla BCE.

Negli Stati Uniti, la Banca Centrale sta focalizzando il proprio intervento sui tassi a breve termine, e di conseguenza gli effetti della ripresa dovrebbero avere un impatto sul segmento più lungo della curva. Mentre buona parte della ripresa economica è già scontata nelle quotazioni, la prospettiva di stimoli fiscali aggiuntivi da parte dell’amministrazione Biden giustifica un posizionamento corto nei titoli statunitensi a 10 e 30 anni all’interno dei portafogli.

Infine, tra gli emergenti l’esposizione dei fondi è suddivisa tra alcune valute in fase di rallentamento (Corea, Cina, India) e una selezione di obbligazioni, che offrono ancora potenziale di apprezzamento come nel caso della Cina o della Romania.