14/01/2021

Le tre tendenze strutturali che stanno accelerando

di Advisor Professional

La News

La pandemia lascerà segni profondi sull’economia, a cominciare dalla marcata accelerazione di tre tendenze strutturali già in atto. Bruno Paulson, gestore del team International Equity di Morgan Stanley IM, riassume tali tendenze parlando delle prospettive per il prossimo anno.

La prima è il cambio di passo nel ritmo di adozione della tecnologia. E-commerce, telelavoro, infrastrutture tecnologiche fisiche che migrano sul cloud. Un’avanzata tecnologica crea vincitori (e permette di tagliare alcuni costi in maniera permanente, ad esempio quelli legati alle superfici degli uffici o alla possibilità di avvalersi da remoto di una forza lavoro più economica in altre parti del mondo), ma anche dei perdenti (negozi tradizionali, società immobiliari, aziende di servizi informatici che gestiscono le infrastrutture in loco).

La seconda è l’aumento degli interventi governativi: l’opposizione al libero scambio, la ripresa delle attività antitrust, le pressioni ad aumentare le imposte sulle società e un primo tentativo di riequilibrare il rapporto tra lavoro e capitale (ad esempio alzando i salari minimi) rappresentano degli esempi di questa dinamica, che potrebbe anche includere importanti iniziative contro il cambiamento climatico.

La terza e ultima tendenza è l’accelerazione della crescita del debito. Il saggio di risparmio personale è cresciuto (per i pagamenti effettuati dai governi ai cittadini e la soppressione di consumi sociali quali vacanze e ristoranti per esempio), ma lo stesso non vale per il settore societario, che ha registrato un ulteriore aumento dell’indebitamento. Moody’s stima che le emissioni obbligazionarie investment grade saliranno del 60% quest’anno e anche quelle high yield dovrebbero registrare un incremento del 25%. Per non parlare del debito pubblico: solo negli Stati Uniti, il debito nazionale è salito di 4 mila miliardi di dollari, arrivando al 107% del PIL.

“Tutte e tre le tendenze presentano risvolti potenzialmente positivi - mette però in chiaro Paulson - Le imprese diventano più efficienti, gli investimenti in infrastrutture verdi supportano il rilancio economico e i bassi tassi d’interesse consentono ai governi di continuare a spendere. Oltre alla possibilità che i consumatori spendano i propri risparmi, gli analisti più audaci arrivano a prefigurare un ritorno ai “Ruggenti anni Venti”. Ma da parte nostra siamo dell’avviso che gli investitori debbano puntare a preservare il capitale e a mantenersi a galla piuttosto che tentare di eccellere. Per citare Warren Buffett, “Basta avere paura quando gli altri sono avidi”. Pertanto, non possiamo che ribadire i vantaggi offerti dalle società compounder”.

La logica è che il potere di fissazione dei prezzi di queste società e i ricavi ricorrenti consentono loro di accrescere gli utili in tutti i cicli economici, risultando molto più resilienti in periodi difficili come questo 2020.

“I nostri portafogli presentano ora un premio di appena il 9-16% sull’MSCI World in base agli utili prospettici, un premio che evapora ragionando in termini di free cash flow, malgrado l’enorme divario qualitativo – conclude Paulson - Ciò rende i compounder una polizza assicurativa relativamente a buon mercato”.