14/01/2021

Rivoluzione verde: ecco settori e aree geografiche vincenti

di Advisor Professional

La News

“Il mondo non è sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo dell'Accordo di Parigi, ossia tenere l'innalzamento della temperatura al di sotto dei 2 °C, ma sta iniziando a muoversi nella giusta direzione”. È il monito di Craig Mackenzie, Head Of Strategic Asset Allocation di Aberdeen Standard Investments.

Politiche governative più solide e miglioramenti nelle tecnologie per basse emissioni di carbonio consentiranno un cambiamento su larga scala in diversi importanti settori tra cui energia, trasporti, industria pesante, estrazione mineraria, immobiliare, infrastrutture, agricoltura e foreste.

 

Ma come è possibile sfruttare tutto questo dal punto di vista degli investimenti? “Le previsioni si traducono in tassi di crescita degli utili molto elevati per le società che operano nella produzione di energia rinnovabile - continua il manager di ASI - Secondo le stime degli analisti, gli utili aggregati di queste società passeranno dagli attuali 50 miliardi a 1.000 miliardi di dollari entro il 2050. Al contrario, la domanda di carbone e, in futuro, di petrolio e gas inizierà a diminuire, pertanto in questi settori prevediamo una crescita sarà bassa o addirittura negativa”.

 

“Per una puntuale analisi dell'asset allocation, il nostro modello si basa sui flussi di cassa attualizzati per prevedere i rendimenti azionari a lungo termine. In tale modello, i rendimenti degli investimenti a lungo termine sono molto sensibili ai tassi di crescita. Nella più semplice equazione di attualizzazione, più alto è il tasso di crescita, più elevato è il valore della società: se quindi i leader della transizione climatica presenteranno i tassi di crescita previsti nelle simulazioni, allora avranno valutazioni elevate”.

 

Nel contesto attuale, fatto di repressione finanziaria e tassi zero, la ricerca di “growth” da parte degli investitori è ormai frenetica. E i ritmi di crescita offerti da alcuni settori impegnati in queste tematiche, dalle energie rinnovabili ai veicoli elettrici, sono sicuramente appetibili. Anche se rimangono alcuni caveat.

“Se i governi dovessero fare marcia indietro rispetto alle loro ambizioni dichiarate in materia di clima, la crescita sarà notevolmente più bassa – spiega infatti Mackenzie - Allo stesso modo, i tassi di interesse potrebbero non rimanere ai livelli storicamente bassi di oggi, ad esempio, potrebbero aumentare in un contesto macroeconomico più inflazionistico. Ciò ridurrebbe le valutazioni eque, in particolare quelle dei titoli a elevata crescita”.

 

Come muoversi quindi? “Per far fronte a questa incertezza, riteniamo che sia importante valutare l'effetto sui rendimenti di una serie di scenari climatici diversi. Abbiamo generato 14 diversi scenari climatici che illustrano i vari risultati dei cambiamenti climatici in termini di temperatura. Questi vanno da +1,5 °C sopra i livelli del XIX secolo nell'ambito delle politiche climatiche più ambiziose a oltre +3 °C qualora i governi dovessero rinnegare i loro impegni in materia di clima. I modelli degli scenari climatici ci forniscono una distribuzione dei potenziali esiti di crescita degli utili e di valutazione per le singole società e gli indici aggregati.

Abbiamo assegnato una probabilità per ogni scenario in seguito a discussioni con esperti climatici esterni e team interni. Questo ci consente di generare rendimenti "attesi" medi ponderati per la probabilità che si verifichi”.

A livello complessivo, i vincitori e i vinti dovrebbero annullarsi a vicenda, pertanto l'effetto netto è estremamente ridotto. Tuttavia una disamina a livello di area geografica e settore ne rivela l’effettiva dispersione.

Alcune regioni, come Europa e Giappone, contano più vincitori che vinti, quindi potrebbero sovraperformare, altre, come i mercati emergenti, hanno invece più vinti che vincitori, ma le differenze sono statisticamente irrilevanti poiché aggiungono o tolgono solo 10-30 punti base all'anno.

Le implicazioni di rendimento sono molto più diversificate per i singoli settori e titoli, il che crea opportunità per gli investitori attivi. Per alcuni settori (finanziario, sanitario, comunicazione), la transizione climatica ha un impatto limitato sulle valutazioni, per quello energetico è invece molto più pronunciato e prevalentemente negativo, mentre per gli industriali è prevalentemente positivo poiché il settore è composto da molte aziende che beneficeranno della crescita delle nuove tecnologie. Infine per utility e materials ci sono sia vincitori che vinti: le società di estrazione di carbone e quelle che generano energia dal carbone perdono, mentre le società che estraggono rame e litio e quelle che generano energie dalle rinnovabili vincono”.

 

E ci sono rischi di bolla in questo settore in un prossimo futuro? “Con il tempo potrebbe emergere una bolla verde, in cui i prezzi di mercato saliranno al di sopra delle valutazioni, giustificati da una crescita elevata e da bassi tassi di interesse - concludono da ASI - Le bolle offrono rendimenti elevati ai primi investitori, ma coloro che acquistano in prossimità del picco rimangono delusi. Gli scenari climatici ci consentono quindi di valutare regolarmente l'entità delle opportunità di investimento e di modificare in modo appropriato la nostra asset allocation strategica”.