13/01/2021

Che cosa aspettarsi dal 2021?

di Advisor Professional

La News

Il 2020 è stato un anno pieno di cambiamenti. Luke Newman, Portfolio Manager in Janus Henderson Investors, evidenzia come all’inizio del 2020 gli investitori avessero beneficiato non solo dell’iniziale “chiarezza” da parte del governo britannico circa la Brexit ma anche dei segnali di allentamento delle tensioni in Medio Oriente e dei progressi nelle trade war tra USA e Cina.  Alla fine del primo trimestre, però, tutte le “certezze” sono crollate anche a fronte della diffusione del coronavirus e i mercati hanno scontato un periodo di sconvolgimenti economici e sanitari.

 

Il gestore di portafoglio sottolinea come, nell'ambito di una strategia absolute return, la gestione dell'esposizione lorda e netta può contribuire a mitigare o ad aumentare il rischio, in base alle attese di volatilità. Contemporaneamente, però, in diversi momenti del 2020 sono emerse opportunità sia sul versante long che su quello short.

 

La casa di gestione ha individuato quattro fasi (di rischio e di opportunità), che hanno richiesto nuovi strumenti di analisi delle società rispetto a quelli utilizzati negli ultimi anni: riduzione del rischio, ricapitalizzazione, “unlocking” e rotazione verso i titoli value. La prima fase è stata caratterizzata da una netta riduzione del rischio. Le prospettive delle società attive nell’area degli alimentari e dei prodotti essenziali erano molto diverse da quelle delle aziende costrette a chiudere a causa delle misure governative per il contenimento del virus. All’inizio dell'estate, i riflettori erano puntati sulle società intente a migliorare la propria situazione finanziaria, che hanno offerto una vasta gamma di rischi e opportunità per gli investitori long e short. Diverse aziende, sebbene non riscontrassero problemi immediati in termini di liquidità (le banche centrali hanno favorito la creazione di linee di credito), hanno dovuto fare i conti con i livelli di indebitamento. Durante i mesi estivi abbiamo assistito a un iniziale “unlocking”: varie aziende e attività hanno potuto riaprire i battenti dando il via alla ripresa.  A quel punto il Regno Unito offriva valore agli investitori, in ragione del forte sconto di molti titoli (a causa di incertezze operative) e di dividend yield interessanti rispetto agli altri mercati (e al segmento fixed income). Tuttavia parlare di una rotazione verso i titoli value sembrava prematuro; infatti, solo in novembre gli investitori hanno iniziato a sfruttare tali valutazioni e ad abbandonare i titoli growth che evidenziavano solide performance dal 2017.

 

I mercati azionari, dopo le elezioni statunitensi del 3 novembre e dopo le notizie sullo sviluppo e la distribuzione di più vaccini, sono stati protagonisti di un forte rally. I mercati globali attendono notizie circa la portata dei pacchetti di sostegno dell’amministrazione Biden e il relativo impatto su ripresa e crescita. Il 2020 è stato segnato dal rischio politico e dalla pandemia di COVID-19, ma un contesto più prevedibile dovrebbe incoraggiare gli investimenti, che a loro volta sosterrebbero le valutazioni. Le società e i settori esposti al mercato interno con un elevato grado di sensibilità all’economia, come l’industria, dovrebbero beneficiare del graduale allentamento delle misure anti-COVID. Sul versante short, la maggiore dispersione in ambito azionario crea opportunità.