Elezioni USA: quattro implicazioni di uno scenario senza "Blue wave"

03/12/2020

Elezioni USA: quattro implicazioni di uno scenario senza "Blue wave"

di Advisor Professional

La News

La nuova Amministrazione Biden – che entrerà ufficialmente in carica il prossimo 20 gennaio con la cerimonia di giuramento – sarà caratterizzata, malgrado quanto prospettato dai sondaggi, da un governo diviso. La mancata onda blu (la cosiddetta “Blue wave”), cioè il successo pieno dei Democratici (caratterizzati negli Stati Uniti dal colore blu, mentre i Repubblicani hanno il colore rosso) comporterà una serie di implicazioni.

Attualmente il Senato è ancora in mano ai Repubblicani, ma tutto dipenderà dalle elezioni in Georgia del prossimo 5 gennaio, che potrebbe confermare la maggioranza repubblicana oppure consegnare anche il Senato ai democratici. Per ora, in ogni caso, Democratici e Repubblicani si spartiscono potere esecutivo e legislativo.

 

“Nel 2021, la parola chiave sarà stimoli - spiega Jim Caron, responsabile del team Global Fixed Income di Morgan Stanley IM - I dubbi che nutrivamo riguardavano solo l'entità dello stimolo e chi avrebbe definito le relative politiche. Le risposte adesso sembrano essere chiare”.

 

Quali saranno tuttavia le ricadute in termini di stimoli? E quali aspetti dobbiamo considerare in qualità di investitori? Ci sono quattro implicazioni, secondo Caron, che derivano dalla mancata ondata blu alle elezioni di novembre. Eccole in dettaglio.

 

La prima riguarda le imposte: non ci saranno grandi aumenti. Sembra abbastanza improbabile che a fronte di questo scenario assisteremo a un forte aumento della pressione fiscale, soprattutto per quanto riguarda le imprese. Questo significa che le aziende potranno massimizzare l'efficienza, aumentando la spesa per gli investimenti piuttosto che preoccuparsi di utilizzare le proprie risorse per ridurre al minimo l'imposizione fiscale. La mancanza di un forte aumento della pressione fiscale inciderà positivamente sui mercati e questo aspetto è già rispecchiato nell'attuale reazione dei mercati.

 

La seconda implicazione è quella relativa alla spinta regolamentare. Che, sotto una presidenza Biden potrebbe aumentare. Si tratta di una tematica della sua campagna elettorale ma, considerate le divisioni interne al governo, non sembrerebbe che una maggior spinta regolamentare avrà degli effetti così marcati per le aziende.

 

Il terzo aspetto riguarda stimoli più efficaci. Secondo le previsioni, con una "Blue wave", sarebbe stato di circa 3mila miliardi di dollari, oggi, si parla di un importo che si aggira sui 1.000-1.500 miliardi. Gli stimoli saranno molto più mirati e indirizzati alle attività economiche. Normalmente, quando un governo diviso implementa piani di stimolo fiscale, questi tendono ad avere un moltiplicatore fiscale che tenda a essere più elevato, più duraturo e con effetti che si protraggono più a lungo nel tempo. Questo risulta pertanto in uno stimolo fiscale maggiormente volto a promuovere gli investimenti piuttosto che la spesa.

 

La quarta implicazione di questo scenario riguarda il maggior ruolo che la Fed svolgerà nel mantenere accomodanti le condizioni finanziarie. È probabile che la Fed decida di mantenere bassi i tassi d'interesse per un periodo di tempo più lungo, e che discutano di più del quantitative easing e di programmi di sostegno ai mercati. Molti di questi interventi scadranno alla fine dell'anno, al 31 dicembre, e dovranno essere rivisti per l'anno o il periodo successivo.

 

“Non vi è motivo di sorprendersi quando, analizzando il mercato azionario, ci troveremo a esclamare: "I prezzi delle azioni sono saliti e la Fed non dovrebbe perseguire una politica accomodante" – conclude Caron -  Questo non è il modo di vedere le cose della Fed. Che vede una crescita inferiore al tasso tendenziale, e che i mercati avranno bisogno di parecchio tempo per riprendersi dallo shock del 2020.

Anche a fronte di una forte ripresa nel 2021, sarà difficile ritornare a tassi di crescita superiori a quelli tendenziali. La Fed ravvisa la necessità di varare ulteriori piani di stimolo monetario e vedrebbe di buon occhio anche maggiori stimoli fiscali, malgrado non possa esercitare controllo su questi ultimi”.