03/12/2020

Investire nei "fallen angels"

di Advisor Professional

La News

I “Fallen Angels” è l’espressione anglosassone per indicare gli emittenti il cui rating viene declassato da Investment Grade a High Yield. Insomma, le loro obbligazioni diventano “junk” sempre per sfruttare la terminologia inglese.

La pandemia ha portato a un deterioramento dei bilanci di molte aziende che hanno così visto il loro merito di credito scivolare sotto la soglia del livello Investment. “La prima metà dell'anno è stata costellata da numeri record di chiusure, default e downgrade, e il mercato dei fallen angel ha raggiunto un nuovo record - commentano David Stanley e Steven Boothe, Portfolio Manager di T. Rowe Price - Sebbene non sia un fenomeno nuovo, nella prima metà del 2020 abbiamo osservato numeri record in termini di declassamenti rispetto al passato.

A marzo, i downgrade hanno superato i 90 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto al precedente record mensile di 48 miliardi del 2005. A fine giugno, invece, è stato raggiunto il più alto numero di "angeli caduti" di sempre, per un totale di circa 197 miliardi di dollari”.

 

Al 30 settembre 2020, a livello globale, erano 56 gli emittenti che hanno abbandonato l'universo investment-grade, per un controvalore complessivo di 216 miliardi di dollari di debito. Di questi, secondo i dati di Credit Suisse, 69 miliardi facevano capo all'Europa, dove il ritmo dei downgrade era in netto calo da metà anno

 

 

Il passaggio da Investment Grade a High Yield, anche se a volte poco più che formale perché in genere scontato già tempo prima dagli analisti, non è privo di conseguenze: molti fondi ed etf con mandati di investimento nell’universo IG sono costretti a liquidare le posizioni nei fallen angels.

“Ma anche gli investitori privati, spaventati dal downgrade e dagli effetti sul prezzo di mercato, tendono a sbarazzarsene: una situazione che consente ai gestori attivi di comprare crediti sani a valori scontati, per effetto proprio del declassamento” intervengono i due gestori.

 

Si creano quindi cadute repentine dei prezzi che rappresentano occasioni di investimento interessanti per quei gestori che non sono legati da vincoli stringenti in tema di rating.

“Negli ultimi vent'anni, gli angeli caduti hanno sovraperfomato le altre due asset class del reddito fisso – continuano i portfolio manager di T. Rowe Price - Secondo una nostra ricerca, dal 1998 i "fallen angel" hanno offerto un extra rendimento di circa il 3% o maggiore su base annualizzata.

Oltre all'evidenza storica, ci sono altri elementi che, nell'attuale contesto di mercato, potrebbero supportare il mercato dei "fallen angel". Il più evidente è il sostegno senza precedenti delle principali banche centrali, in termini sia di profondità sia di ampiezza”.

 

 

Tuttavia il contesto attuale merita anche qualche riflessione su cosa “potrebbe andar male”.

“Innanzitutto la lenta ripresa economica: per esempio, le aspettative di un restringimento degli spread si intrecciano con un rapido rimbalzo dell'economa post-coronavirus - confermano da T. Rowe Price - Ma se la ripresa dovesse risultare più lenta del previsto, allora aumenterebbe il rischio di un aumento dei tassi di insolvenza tra le asset class.

Poi gli ulteriori impatti del virus: le preoccupazioni per i nuovi focolai di coronavirus e la reintroduzione di misure emergenziali più severe potrebbero essere fonte di ulteriore stress per gli angeli caduti”.

 

Occorre quindi un’attenta selezione di emittenti ed emissioni. Finora, sono stati i ciclici a patire gli effetti maggiori: trasporti, energia, tempo libero e vendite al dettaglio valgono il 75% dei fallen angel.

“Nel complesso, prevediamo che il debito degli emittenti investment grade, per un valore complessivo di 300 miliardi di dollari, potrebbe essere declassato a "spazzatura" entro la fine dell'anno. A nostro avviso, le compagnie aeree, i trasporti e i Trust di investimento immobiliare sono tra i settori più sensibili al Covid e quindi cercheremo di evitarli.

Per i mercati finanziari, il credito societario e gli investitori, la strada da percorrere è ancora lunga prima che assuma le sembianze di una ripresa. In un ambiente dominato dall'incertezza, gli investitori dovrebbero muoversi con prudenza e non affidarsi ai trascorsi storici”.