01/12/2020

Covid-19, le tre “T” per combattere la paura

di Advisor Professional

La News

L’incertezza sul futuro genera apprensione e paura, emozioni pericolose e, soprattutto, contagiose. Nello scenario attuale la paura può essere un secondo virus pericoloso tanto quanto il Covid-19. Per contrastare la paura Carlo Benetti, Market Specialist di GAM Investments, ha individuato le tre “T” dei protocolli anti-Covid 19 (Test, Trace, Treat), aggiungendo, però, anche la “Quarta T” di Trust, fiducia.

 

L’eccesso di liquidità non è un fenomeno nuovo: a fine giugno 2020 gli italiani mantenevano circa il 35% delle loro attività finanziarie in strumenti poco rischiosi e facilmente liquidabili. E non si tratta di un fenomeno solo italiano: tedeschi, francesi e molti altri, avvertono le medesime inquietudini. Non abbiamo le paure giuste, si ha paura di ciò che è pauroso e non di ciò che è veramente pericoloso. La volatilità e le oscillazioni delle azioni sono paurose, eppure non sono così pericolose come i depositi bancari. Un esempio di ciò che è pauroso ma non pericoloso è il patimento che molti avvertono nel salire su un aereo e senza alcun timore si mettono alla guida di un’automobile. Tale asimmetria di emozioni è l’effetto dell’illusione del controllo. La preferenza alla liquidità è frutto dell’illusione: i depositi a vista sono lì, in assoluta e immediata disponibilità, se ne può disporre come meglio si crede, gli investimenti finanziari sono invece come l’aereo, lontani dal controllo. Eppure, proprio come l’aereo, non sono pericolosi.

 

La seconda “T” sta per Tracing che, secondo Benetti, vuol dire tener d’occhio l’empatia che da emozione positiva può diventare insidiosa. Ci sono professioni in cui la capacità di mettersi in sintonia con l’altro è un elemento che arricchisce la relazione. Una di queste è sicuramente la figura del consulente finanziario, che sarà avvantaggiato dalle sue capacità empatiche visto che tratta un argomento sensibile come il risparmio. Per alcune professioni, come il medico, l’insegnante o il consulente, un eccesso di empatia costituisce una pericolosa insidia. Non si renderebbe utile un consulente che, per troppa empatia, si lasciasse catturare dalle paure del proprio cliente, rinunciando così al ruolo non solo di esperto ma di “figura terza” che si frappone tra le emozioni del risparmiatore e il suo risparmio.

 

La terza “T” riguarda i portafogli. Benetti, e tutto il team di GAM Investments, tengono conto di tre orizzonti temporali: il breve termine in piena pandemia; il medio termine quando il vaccino comincerà a essere distribuito e somministrato e si affievolirà l’allarme sanitario; e il lungo termine che interpella soprattutto governi e autorità monetarie. Nel breve termine, le notizie sui vaccini hanno migliorato le prospettive economiche in un contesto nel quale non cambieranno le politiche monetarie ultra accomodanti. Nel lungo termine invece, resta l’incognita dell’inflazione, da una parte è aiuto alla gestione meno dolorosa del debito che si sta accumulando, dall’altra è minaccia agli investimenti obbligazionari.

 

Secondo la casa di gestione, le tre “T” dei protocolli antivirus vanno integrate con una quarta “T”, quella di Trust, fiducia. La fiducia è la moneta corrente delle relazioni economiche, l’ingrediente più importante che lega un investitore al consulente, è il suo capitale di maggior valore, superiore alle conoscenze tecniche e alle competenze professionali. La fiducia consente di valutare non solo la tolleranza al rischio, indispensabile per costruire qualsiasi portafoglio, ma anche la “risk capacity”, cioè la valutazione del patrimonio complessivo, dato dalla combinazione di capitale umano, cioè la capacità di generare reddito e risparmi nel futuro, e il capitale finanziario propriamente detto. Per concludere, secondo Benetti, le quattro T del protocollo contro il virus della paura verso i mercati finanziari passano per l’educazione finanziaria, la nuova frontiera che interpella le responsabilità dei diversi attori protagonisti: la stampa specializzata, che ha il dovere di informare con accuratezza e completezza, le case di gestione, che hanno la responsabilità della trasparenza e della comunicazione chiara, la consulenza finanziaria, che ha il compito delicato di colmare l’ultimo miglio che separa mercati e strumenti di investimento dal risparmiatore.