27/11/2020

L’Asia vola con un super accordo commerciale

di Advisor Professional

La News

L’economia asiatica vola grazie al RCEP (Regional comprehensive economic partnership), lo storico accordo commerciale di libero scambio siglato da 15 paesi asiatici, dell'Asia e del Pacifico, che rappresentano il 30% della popolazione mondiale e quasi la stessa percentuale della sua produzione economica. Secondo l’analisi di Fidelity International, il nuovo accordo commerciale, rappresenta il primo passo verso una crescita sostenuta e l’inizio di una progressiva riduzione delle tariffe. Il RCEP riunisce Cina, Giappone, Corea, Australia, Nuova Zelanda e il gruppo dei paesi Asean, composto da 10 membri del Sud-Est asiatico, in un formidabile blocco commerciale.

 

In termini geopolitici, la ratifica dell'accordo sarebbe una vittoria simbolica per la Cina, una vittoria che dimostra che la regione può cooperare a livello multilaterale senza l'influenza degli Stati Uniti, che sotto la guida di Donald Trump si sono tirati indietro, in particolare abbandonando nel 2017 l'accordo commerciale della Trans-Pacific Partnership e lanciando una guerra commerciale con la Cina. Obama aveva avviato i negoziati per la definizione della TPP senza includere la Cina proprio per limitare l’influenza della Cina in Asia. Biden ha dichiarato di non avere fretta di firmare un accordo asiatico, volendo invece focalizzare le forze sulla lotta alla pandemia, sullo stimolo economico interno, sul settore manifatturiero e sulla tecnologia. La firma dell’RCEP dimostra che il resto del mondo non ha bisogno di aspettare i tempi dell’America per organizzarsi. Tutto questo offre la sponda alla Cina per continuare a posizionarsi come il leader del libero scambio.

 

In termini economici, i surplus esterni hanno storicamente alimentato la crescita e lo sviluppo dell'Asia, e questo motore sembra destinato ad accelerare ancora una volta sotto RCEP. Il surplus commerciale aggregato della regione era già stato spinto nel corso di quest'anno dagli effetti combinati dei bassi prezzi del petrolio e delle interruzioni della catena di approvvigionamento nel resto del mondo causate dalle ricadute della pandemia Covid-19. Come evidenziano gli esperti di Fidelity International, i 15 paesi RCEP hanno continuato a registrare surplus commerciali aggregati annuali di centinaia di miliardi di dollari nonostante gli effetti delle guerre commerciali e l'incombente prospettiva di una più ampia de-globalizzazione. Anche in mezzo alla crisi di Covid, l'Asia ha mantenuto un massiccio surplus commerciale, che attualmente è in corso a un tasso annualizzato di 900 miliardi di dollari per il 2020.

 

Alla luce di queste considerazioni, secondo l’analisi di Fidelity International, l’RCEP sarà in grado di dare ulteriore impulso alla crescita delle esportazioni asiatiche e alle capacità produttive. Nella misura in cui i vantaggi comparativi della regione nei settori orientati verso l'esterno portano a un afflusso di capitali e allo sviluppo delle conoscenze, ciò dovrebbe portare nel tempo a una crescita della domanda interna. La forte base industriale asiatica ha permesso all'Asia di resistere meglio alla natura specifica dello shock causato dalla pandemia. Di conseguenza, c’è stato un forte aumento dei prezzi delle esportazioni asiatiche, con un incremento del 4,8% a un tasso annualizzato nel terzo trimestre. Infine, un surplus commerciale in aumento porta teoricamente a un apprezzamento della valuta. Considerata la forza del dollaro USA, che nell'ultimo decennio ha superato il livello di forza, gli esperti prevedono un’inversione di tendenza tra le valute asiatiche.

 

Per concludere, secondo il team di Fidelity International, dovendo scegliere tra Est e Ovest, le minori barriere tariffarie e l’uniformità delle regole di origine dell’RCEP sono un incoraggiamento per le aziende globali che vogliono evitare le tariffe imposte da Trump sulla Cina a continuare a lavorare in Asia, dove le minori barriere tariffarie accrescono il valore di operare in quest’area, piuttosto che muoversi verso gli Stati Uniti.