26/11/2020

Presidenza Biden, aspettative e strategie di mercato

di Advisor Professional

La News

L’Amministrazione Biden entrerà ufficialmente in carica il prossimo 20 gennaio, anche se nel frattempo l’attuale presidente Trump sta cercando una serie di iniziative legali in diversi stati federali.

“Il processo di transizione non sarà semplice per Biden e potrebbe ritardare alcune azioni importanti, come la definizione delle politiche di governo e la revisione di circa 4000 nomine politiche - spiegano dal team Global Balanced Risk Control di Morgan Stanley IM Andrew Harmstone, Manfred Hui e Laura Biancato - In questo caso, i mercati si troverebbero ad attraversare un periodo transitorio di grande caos, soprattutto se la situazione dovesse essere accompagnata da una recrudescenza del virus, anche se con la prospettiva di una guida stabile, con politiche e una comunicazione chiara, una volta che Biden sarà entrato in carica”.

 

Vi sono alcuni aspetti che però già ora appaiono chiari per quanto riguarda il prossimo quadriennio presidenziale.

In primo luogo l’aspettativa di cooperazione anziché scontro: Biden sembra prediligere un approccio che non sia di scontro e questo rappresenta un elemento positivo per gli attivi rischiosi. Oltre a un probabile miglioramento delle relazioni internazionali, l’elezione di Biden, che ha anche promesso di voler unificare gli Stati Uniti, dovrebbe avere effetti positivi sui mercati, grazie anche ai suoi trascorsi moderati e bipartisan e alla lunga esperienza lavorativa al di sopra delle parti.

Dovrebbero inoltre esserci meno rischi politici per le imprese: Biden sembra avere in mente politiche chiare e ben definite che potrebbero ridurre il clima di incertezza per le imprese, incoraggiando gli investimenti e favorendo la crescita, con effetti positivi sulla diminuzione della volatilità.

 

“Stiamo osservando con attenzione due catalizzatori principali che potrebbero avere effetti positivi sui mercati, gli incentivi fiscali e le strategie contro il COVID-19 - proseguono dal Global Balanced Risk Control Team - Le speranze relative agli agognati stimoli fiscali sono andate a poco a poco scemando con l’avvicinarsi delle elezioni e l’intensificarsi della sensazione che il Senato a controllo repubblicano e i deputati democratici non sarebbero arrivati ad un accordo in merito.

I democratici spingono per un pacchetto complessivo da circa 2000 miliardi di dollari, ma ora sussiste la concreta possibilità che i repubblicani conservino la maggioranza al Senato, moderando così qualunque pacchetto di incentivi di grande portata”.

 

Il secondo catalyst riguarda invece le misure contro la pandemia. “Durante la campagna elettorale, Biden ha dato sempre priorità assoluta al controllo del virus e il suo team di transizione ha già reso nota la composizione della task force anti COVID-19, composta da medici e membri del mondo accademico - spiegano i tre gestori - La determinazione di Biden a voler contenere il COVID-19 è uno dei principali fattori a lungo termine positivi e rappresenta un segnale che attendevamo da molto tempo.

È comunque possibile che qualsiasi azione politica di mitigazione debba attendere il 20 gennaio 2021”.

 

A cosa guardare ora, dal punto di vista degli investimenti? “In questo contesto, dovrebbero risultare avvantaggiati i settori e le regioni cicliche, molti dei quali presentano attualmente buone valutazioni, così come le aziende con credenziali ecologiche.

Il focus posto da Biden sugli investimenti nelle energie pulite dovrebbe contribuire a stimolare ulteriormente questa crescita – entrano in dettaglio i responsabili del team Global Balanced Risk Control - Tutto ciò dovrebbe avere ripercussioni positive sugli attivi rischiosi anche se con differenze a livello settoriale. Ciononostante, i settori in fase di sviluppo e quelli più esposti ai rischi di regolamentazione e antitrust, come quello tecnologico, dovrebbero godere in maniera minore di questi benefici”.

 

Un Senato a maggioranza repubblicana non rappresenta infatti una garanzia di protezione per le aziende tecnologiche, in quanto regolamentazione e azioni antitrust sono dinamiche che dipendono dal Dipartimento della Giustizia (che risponde direttamente alla Casa Bianca). “C’è da aggiungere che una regolamentazione antitrust nel settore tecnologico gode di un supporto bipartisan” concludono a riguardo gli esperti del team.