25/11/2020

Azioni europee per il mondo che verrà

di Advisor Professional

La News

Un'indagine condotta tra i cittadini dell’UE ha rilevato che il 93% degli europei ritiene il cambiamento climatico un serio problema, e il 92% degli intervistati pensa sia importante che il governo fissi obiettivi ambiziosi per quanto riguarda le energie rinnovabili.

La maggiore attenzione ai temi della sostenibilità è anche nei mercati finanziari, indicato dall’aumento esponenziale della popolarità degli investimenti ESG.

 

Le aziende europee dell'indice MSCI, ad esempio, hanno ottenuto un punteggio ESG superiore a qualsiasi altra regione rappresentata. E una ricerca di Bank of America ha rilevato che il 64% delle società con rating AAA di MSCI si trova in Europa.

Inoltre, il 50% delle aziende europee appartiene alla categoria dei leader ESG (punteggi MSCI pari ad AAA-AA) e solo il 3% si colloca nella fascia dei peggiori. A novembre 2019 BAML ha anche evidenziato che l'83% delle imprese nella regione che presenta punteggi ESG superiori rispetto alle controparti di settore.

Infine, sempre secondo il rapporto di BAML, in Europa è stato lanciato il 67% dei fondi ESG globali.

“Anche i flussi sono straordinari, in parte per effetto della composizione demografica degli investitori e delle nuove generazioni, che sono più sensibili ai temi ambientali e sociali rispetto ai loro predecessori – spiega Jamie Mills O’Brien, Investment Manager and Stuart Brown, Investment Director Aberdeen Standard Investments - L'Europa si sta affermando come leader a livello mondiale per il suo impegno nel campo della sostenibilità”.

 

Il Green Deal europeo è una prova di questa volontà dell’Unione Europea: si stima che mobiliterà 1.000 miliardi di euro di investimenti nel corso del prossimo decennio per consentire all’Europa di realizzare la sua visione di un'economia a impatto neutro sul clima, con zero emissioni nette di gas serra entro il 2050.

Inoltre, nell'intento di rafforzare la sua leadership, a settembre la Commissione Europea ha inoltre proposto un ulteriore inasprimento dei target per le emissioni entro il 2030, prevedendo una riduzione non più del 40% rispetto ai livelli del 1990, ma di almeno il 55%.

 

“In risposta alla pandemia da Covid, l’UE ha annunciato una manovra di sostegno da 750 miliardi di euro, di cui il Green Deal europeo è parte integrante ed essenziale. È già possibile individuare una serie di priorità che presumibilmente beneficeranno di vantaggi legati al contesto normativo nel corso della futura ripresa – continua Jamie Mills O’Brien - In primo luogo, i progetti incentrati sulle energie rinnovabili per continuare a promuovere la decarbonizzazione dei cicli di produzione dell'energia elettrica in Europa.

Poi, la sostenibilità ambientale dei trasporti e delle operazioni logistiche, in vista della quale si punta a investimenti in infrastrutture per la mobilità elettrica. E ancora, la riqualificazione degli edifici e delle infrastrutture. Infine, la chiara intenzione di avviare un'economia dell'idrogeno ecosostenibile mediante la strategia Clean Hydrogen”.

 

Ma cosa significa questo a livello di investimenti? “Siamo ottimisti riguardo alle prospettive ESG quando si guarda al mercato azionario europeo - spiegano da Aberdeen Standard Investors - Nel mondo delle aziende, proliferano i business innovativi nel settore della produzione di energia, dei veicoli elettrici, delle infrastrutture e così via.

Riteniamo che società di questo tipo contribuiranno a trainare i mercati azionari nel prossimo decennio e oltre. Ma, soprattutto, è notevole il fatto che i cittadini stiano dando un peso sempre crescente ai fattori ESG nel processo decisionale relativo agli investimenti.

Il rapido aumento della popolarità dei fondi ESG ne è la chiara dimostrazione. Siamo convinti che questo entusiasmo continuerà a crescere nell'alveo di un grande sforzo comune teso a creare un mondo più equo e sostenibile”.