28/10/2020

Ancora positivi sull’azionario

di Advisor Professional

La News

In Europa, gli indici PMI si sono indeboliti sulla scia dell’aumento dei contagi, ma finora la fiducia è rimasta solida.

Tuttavia, i dati economici dovrebbero rallentare ulteriormente, senza però raggiungere uno stallo, parallelamente all’implementazione di nuove misure "soft” in Europa. Pertanto, la ripresa subirà probabilmente un rallentamento, ma non una battuta d’arresto.

“Tuttavia, il sentiment potrebbe risentirne e la crescita dovrebbe essere più debole del previsto, eliminando così uno dei fattori di supporto degli asset europei nell’ultimo periodo - spiega Esty Dwek, Head of Global Market Strategy di Natixis Investment Managers - L’integrazione e la cooperazione promosse dal Recovery Fund rimarranno un elemento di sostegno a lungo termine, ma potrebbero non essere sufficienti nell’immediato.

Abbiamo quindi ridotto il nostro sovrappeso sull’Europa, allineandolo alla nostra esposizione ai mercati statunitensi”.

Come posizionarsi quindi? “Manteniamo quindi una posizione di sovrappeso sui mercati azionari, pur aspettandoci un percorso accidentato nelle prossime settimane - continua Esty Dwek - Sul fronte obbligazionario continua a prevalere la calma. I tassi sovrani statunitensi si comportano come se il controllo della curva dei tassi fosse già cominciato, o possa cominciare da un momento all’altro.

Continuiamo a preferire i titoli “investment grade” alle obbligazioni “high yield”, poiché persiste il rischio di default e il segmento high yield è più sensibile ai movimenti dei mercati azionari. Manteniamo inoltre una certa esposizione al debito corporate in valute forti dei mercati emergenti, in ragione di una eventuale contrazione degli spread”.

 

Ecco in dettaglio il posizionamento sulle asset class.

 

Azioni. Crediamo che alcune delle preoccupazioni del mercato (dalle elezioni Usa alle tensioni tra Stati Uniti e Cina) siano ora scontate nei prezzi di mercato (o almeno previste), che la liquidità rimanga abbondante, che il sentiment sia “bearish” e che il sostegno delle banche centrali possa proseguire. Pertanto, il ribasso dovrebbe rimanere relativamente limitato, ma la volatilità resterà sostanziale.

Inoltre, pur rimanendo elevate, le valutazioni non sono eccessive rispetto ai livelli delle ultime settimane, e soprattutto rispetto alle obbligazioni. Alla luce delle preoccupazioni attorno all’Europa, abbiamo ridotto il nostro sovrappeso sulla regione.

Continuiamo a credere che esistano ampi margini di recupero rispetto ai titoli americani, e che gli asset europei dovrebbero beneficiare di un ritorno della fiducia nella ripresa, ma nel breve termine sussistono delle sfide. In un contesto di avversione al rischio, gli Stati Uniti dovrebbero mantenere un orientamento alla crescita più difensivo.

 

Obbligazioni. L’azione delle banche centrali continua a rendere “poco interessante" il mercato obbligazionario, poiché i rendimenti sovrani rimarranno bassi ancora a lungo. Continuiamo a preferire le obbligazioni societarie ai titoli di Stato, tuttavia, crediamo che i tassi dei paesi europei periferici continueranno a diminuire grazie al Fondo per la Ripresa e alla futura emissione di titoli da parte della Commissione Europea.

Sovrappesiamo di conseguenza l’Italia e la Spagna. Continuiamo a sovrappesare il credito investment grade statunitense ed europeo per gli interessanti livelli di carry, ma restiamo più prudenti nei confronti dei titoli high yield, considerando che l’entità dei danni causati dalla crisi pandemica rimane incerta e che il rischio di default continua ad essere elevato.

Inoltre, se i mercati dovessero registrare nuovamente movimenti disordinati, le banche centrali proteggerebbero prioritariamente le emissioni IG, rispetto ai titoli HY. Vediamo opportunità interessanti nel debito dei mercati emergenti, in particolare nel segmento delle obbligazioni corporate denominate in valute forti, che presentano maggiori margini di contrazione degli spread e sono generalmente meno volatili.

 

Valute. Il Dollaro ha ritrovato un certo supporto nel recente contesto di volatilità dei mercati, grazie al suo ruolo di valuta rifugio. Questa dinamica potrebbe proseguire nel breve termine, ma è probabile che la valuta statunitense assuma nuovamente un trend ribassista parallelamente al proseguimento della ripresa.

L’Euro si è stabilizzato dopo la recente flessione, e dovrebbe muoversi lateralmente prima di ritrovare una dinamica rialzista.

È probabile che la Sterlina registri una certa volatilità con l’avvicinarsi della scadenza della Brexit, poiché l’accordo tra Europa e Regno Unito appare ancora lontano.

 

Strategie alternative. Gli asset alternativi hanno sempre un posto nei portafogli, in quanto siamo alla ricerca di strategie di decorrelazione e diversificazione a completamento delle asset class tradizionali. Crediamo che anche le attività reali possano contribuire a generare proventi in un contesto di rendimenti più bassi più a lungo.