22/10/2020

Allocazione significativa in asset reali

di Advisor Professional

La News

Lo stillicidio quotidiano di notizie sulla pandemia e di dati su diffusione del virus, contagiati e decessi rende difficile non focalizzarsi sul “momento” e di conseguenza “vedere” in prospettiva quanto sta accadendo intorno a noi.

 

“Riteniamo che l’intensità stessa dello shock del 2020 potrebbe innescare effetti potenzialmente determinanti a lungo termine per gli investitori - mette in chiaro Didier Saint-Georges, Head of Portfolio Advisors, Managing Director e membro dello Strategic Investment Committee di Carmignac - Queste ricadute colpiscono il potenziale di crescita economica in Europa, negli Stati Uniti e nell’universo emergente.

Incidono inoltre in prospettiva futura sull’aumento dei prezzi al consumo, sulla stabilità delle valute; tutte problematiche che non possono essere ignorate quando ci si interroga sulle prospettive dei mercati azionari, obbligazionari e valutari”.

 

Nei Paesi occidentali i governi sono intervenuti massicciamente per sostenere le economie e i consumi, sia sul lato della produzione sia su quello della domanda. E questo ha permesso di avere segnali di ripresa incoraggianti. Ma ovviamente c’è il lato negativo della medaglia.

“Il proattivismo dei governi ha spinto i disavanzi di bilancio a livelli esorbitanti, che soltanto un intervento altrettanto fuori dal comune delle Banche Centrali ha consentito di finanziare - interviene Saint-Georges - Riteniamo che sarebbe illusorio o per lo meno ottimistico fare affidamento sul proseguimento incontrollato di questo movimento.

Il problema della sostenibilità dei deficit pubblici non potrà essere evitato per sempre; una problematica alimentata dalla riluttanza strutturale delle Banche Centrali, garanti della stabilità finanziaria generale, a intensificare senza alcun ritegno i loro piani di acquisto di titoli.

È quindi la prospettiva di uno scenario limite di sostegno finanziario che va integrato nella visione a lungo termine”.

 

In tutto questo non sorprende di certo l’avanzare di “nuove” teorie monetarie che propugnano un differente approccio al debito.

“Questo scenario di rinascita economica molto difficile spinge a riflettere su una nuova teoria monetaria, che permetterebbe di eliminare qualsiasi limite alla monetizzazione dei deficit (vale a dire il loro finanziamento attraverso la creazione di moneta), poiché ovviamente maggiore è il debito, minore è il costo - conferma il Managing Director di Carmignac - Questa percezione di per sé solleva immediatamente la questione del valore intrinseco delle valute, che verrebbero prodotte così generosamente senza creazione di ricchezza nella giusta proporzione.

Giustifica il mantenimento di un rischio di cambio contenuto all’interno dei portafogli, e anche la conservazione di un’allocazione significativa in asset reali come l’oro”.