20/10/2020

La strategia di investimento di Carmignac

di Advisor Professional

La News

“Riteniamo che in questa fase lo scenario macroeconomico di riferimento da tenere in considerazione sia quello di una crescita potenziale più debole a medio termine. Le conseguenze per i mercati azionari sono abbastanza dirette: poiché le Banche Centrali continuano ovviamente a trovarsi nell’impossibilità di inasprire le loro politiche monetarie, il livello dei tassi d’interesse dovrebbe restare molto basso continuando quindi a sostenere le valutazioni dei mercati”. Spiega così Didier Saint-Georges, Head of Portfolio Advisors, Managing Director e membro dello Strategic Investment Committee di Carmignac.

 

Le conseguenze della pandemia, ovviamente, non sono scomparse in pochi mesi, nonostante il rimbalzo di mercati finanziari e statistiche economiche. Produzione, investimenti e occupazione continueranno a subire ancora a lungo le conseguenze dello shock, in particolare nei settori su cui Covid19 e lockdown hanno più inciso: trasporto aereo, estrazione petrolifera, turismo, ristorazione, immobiliare commerciale e vendite al dettaglio.

“Tuttavia i settori che si sono adattati perfettamente a questo indebolimento del contesto economico saranno in grado di aumentare maggiormente il loro vantaggio concorrenziale, e quindi la loro sovraperformance relativa” mette in chiaro Saint-Georges.

 

Ecco di seguito la strategia di investimento sintetizzata dal Managing Director di Carmignac.

 

Azioni. La visibilità sul ciclo economico resta ridotta, quindi l’asse portante della nostra gestione azionaria continua a essere incentrato su titoli a crescita secolare, di cui una componente significativa in Cina.

Questo scenario di riferimento di modesta ripresa non esclude tuttavia che i mercati possano scontare una graduale ripartenza delle economie, a maggior ragione con l’aspettativa di un’imminente immissione sul mercato di un vaccino efficace.

Questa prospettiva viene tenuta in considerazione all’interno del portafoglio azionario attraverso società esposte alla ripartenza delle economie e al segmento aurifero. Le prime sono prevalentemente società europee del turismo e a bassa intensità di capitale.

Al contrario, evitiamo le aziende caratterizzate da gravi difficoltà, conseguenti al blocco della loro attività, che avranno ripercussioni durature sul loro modello di business, in particolare nel settore automobilistico e aereo.

Inoltre, recentemente abbiamo aderito a diverse operazioni di quotazione in Borsa, con queste ultime che hanno registrato il trimestre più dinamico dal 2000 in termini di volume di operazioni.

 

Obbligazioni. Continuiamo a ritenere che i corporate offrano un rapporto rischio/rendimento interessante, considerate le misure di salvaguardia garantite dalle Banche Centrali e l’eccessivo pessimismo verso aziende solide ma di settori colpiti dal virus.

Manteniamo quindi la forte esposizione al credito, con un approccio selettivo incentrato su titoli di forte convinzione. I tassi “core”, a livelli molto bassi e meno sostenuti dalle Banche Centrali, non paiono offrire molto valore in questo momento.

In Europa abbiamo approfittato del rally registrato dalle obbligazioni italiane, a seguito del punteggio positivo conseguito dal Partito Democratico in occasione delle amministrative, per prendere qualche profitto.

Infine, manteniamo l’esposizione selettiva alle obbligazioni emergenti, con un rendimento sul rischio particolarmente interessante nei tassi d’interesse cinesi, che offrono tassi reali molto più alti rispetto ai loro omologhi dei paesi del G7.

Riteniamo che nuove misure di allentamento da parte dei governi e delle Banche Centrali verranno ripristinate in tempi brevi, una volta svanite le incertezze sul fronte politico statunitense.