16/10/2020

Dividendi, le opportunità non mancano

di Advisor Professional

La News

Nel secondo trimestre del 2020 le società quotate di tutto il mondo hanno ridotto i dividendi al minimo degli ultimi dieci anni.

Anche le aspettative di analisti e investitori per quanto riguarda le distribuzioni complessive di cedole nei prossimi 12 mesi sono diminuite di circa il 15% negli ultimi mesi.

 

Eppure pensare che questo trend sia pervasivo e coinvolga le società in tutto il mondo è fuorviante. Lo spiegano gli esperti di Aberdeen Standard Investments: “Gli investitori dovrebbero concentrarsi sui fatti: nel secondo trimestre le aziende hanno corrisposto agli azionisti dividendi pari a 382 miliardi di dollari USA, nonostante lo shutdown economico globale, il che evidenzia come la stragrande maggioranza dei titoli abbia continuato a corrispondere dividendi anche durante la crisi”.

E fanno un’analisi geografica e settoriale della situazione, partendo dall’Europa.

“I mercati più colpiti dai tagli sono stati quelli in cui la cultura dei dividendi è più radicata, ossia Europa e Regno Unito. In media, le società europee destinano ai dividendi una percentuale maggiore dei loro flussi di cassa disponibili rispetto a qualsiasi altra parte del mondo, pertanto i tagli sono stati più consistenti.

L'analisi dei dati rivela, tuttavia, che le banche da sole rappresentano oltre il 40% dei tagli ai dividendi in tutta Europa nel secondo trimestre. Questo perché la Banca Centrale Europea ha ordinato loro di congelare le distribuzioni per preservare il capitale e sostenere le imprese e le famiglie durante la pandemia.

Al contempo, l'impatto della pandemia non è stato uguale per tutte le aziende: quelle che operano in settori come i viaggi, il tempo libero e l'edilizia sono state tra le più colpite, altre stanno invece beneficiando dei cambiamenti nei modelli di lavoro e di consumo in settori come il cloud computing e i servizi online”.

 

Accanto a diversificazione geografica e settoriale, un ulteriore filtro per quanto riguarda la scelta dei titoli è quello relativo alla governance aziendale e alla percezione che gli investitori hanno della società in termini di multipli borsistici.

“È importante che gli investitori operino una distinzione tra le società che tagliano i dividendi a causa di difficoltà sul fronte del flusso di cassa e quelle costrette a farlo dalle autorità di regolamentazione e dai governi, poiché molte di queste ultime erano in grado di corrispondere dividendi, e sicuramente riprenderanno a farlo quando sarà loro consentito.

Nell'investire in società che corrispondono dividendi, possono optare per società con bilanci più solidi e un posizionamento che garantisca la distribuzione di dividendi. Per di più, oltre il 30% delle società di Regno Unito, Europa e Giappone dovrebbe aumentare i dividendi nel 2020, mentre negli Stati Uniti la percentuale dovrebbe essere superiore al 60%”.

 

Società che intendono accrescere i dividendi

 

I dati indicano inoltre gli Stati Uniti come il mercato con i dividendi più sostenibili: solo il 30% delle società statunitensi ha ridotto i dividendi durante la crisi finanziaria del 2008, spiega una ricerca della società di servizi finanziari Jefferies. E la stessa cosa sta succedendo oggi durante la pandemia di Covid-19, infatti finora i dividendi statunitensi risultano i più resilienti.

 

“Jefferies attribuisce questo dato al fatto che le società statunitensi effettuino più riacquisti di azioni proprie, altro modo per restituire capitale agli azionisti, rispetto a qualsiasi altro mercato e durante i periodi di stress, le aziende statunitensi hanno sempre sospeso i riacquisti piuttosto che la distribuzione dei dividendi – confermano da ASI - In Asia, secondo i dati di Jefferies e Factset, quasi il 90% delle società corrisponde dividendi, e si tratta di aziende che in media presentano una leva finanziaria decisamente inferiore che altrove.

Inoltre, l'Asia rappresenta già oltre il 50% della crescita economica globale. Dato il basso indebitamento netto e un flusso di cassa disponibile costantemente elevato, le società asiatiche dovrebbero continuare a trainare la crescita globale della distribuzione di dividendi” concludono gli esperti di Aberdeen Standard Investments.