29/09/2020

Politica e coronavirus tengono in ansia Wall Street

di Advisor Professional

La News

Il rischio Covid19 attanaglia ancora i mercati. La scorsa settimana, dopo l'audizione di Anthony Fauci - l'immunologo a capo della task force statunitense sulla pandemia - l'indice S&P500 ha registrato il peggiore ribasso delle ultime due settimane.

Fauci ha espresso sgomento per lo scarso rispetto delle linee guida sulla prevenzione contro il coronavirus e ha stimato che i casi negli Usa potrebbero balzare a 100mila al giorno, contro gli attuali 40mila.

 

Accanto al timore di una nuova epidemia, Wall Street si preoccupa che la crescita nei mesi estivi sia stata eccessiva, anche se si è tentato a varie riprese di avviare un nuovo rally, ma l’estrema volatilità si è fatta sentire soprattutto su tecnologici e titoli legati a Internet.

E infatti l’S&P500 ha inanellato la quarta settimana consecutiva di perdite, la più lunga serie negativa in oltre un anno. “I titoli dei consumi voluttuari hanno sovraperformato il mercato, favoriti dal balzo delle vendite estive riportato da Nike - commentano da T.Rowe Price - Anche i tecnologici si sono dimostrati resilienti, aiutando il Nasdaq a registrare un rialzo dell'1,1% (e +22,9% da inizio anno). In risposta  al calo di petrolio e gas naturale, i titoli energetici hanno patito le maggiori perdite all’interno dell'S&P, mentre i cali delle banche regionali, a causa dei deboli margini sui prestiti, hanno messo sotto pressione i finanziari”.

 

In tutto questo, comunque, i Growth continuano a sovraperformare il Value: l'indice Russell 1000 Growth è salito dell'1,4% (+21,9% da inizio anno), mentre il Russell 1000 Value ha perso il 2,8% (-12,7% da inizio anno).

 

Ma i timori hanno pervaso anche il comparto obbligazionario.

“L'incertezza economica e politica, i timori sul virus e le perdite sull'azionario hanno contribuito a mantenere un sentiment di avversione al rischio e hanno tenuto ai margini gli emittenti societari investment grade all'inizio della settimana – continuano gli esperti di T. Rowe Price - Poi, due giornate di intense nuove emissioni hanno contribuito alla creazione di condizioni tecniche in qualche modo sfavorevoli, che hanno riportato il volume dei nuovi deal in linea con le attese settimanali.

Gli spread del credito si sono ulteriormente allargati, con maggiore impatto sui segmenti più rischiosi.

La maggiore cautela, combinata con fattori tecnici, ha pesato anche sul mercato high yield: settembre è stato il secondo mese dell'anno per intensità di nuove emissioni ad alto rendimento, e i fondi specializzati sul comparto sono tornati a registrare deflussi”.

 

In questo contesto, poi, non aiutano le continue frizioni tra Democratici e Repubblicani: “La Camera dei rappresentanti, a maggioranza democratica, ha fatto passare una “continuing resolution”, ovvero una misura di legge provvisoria per rinnovare il finanziamento federale in scadenza ed evitare così lo shutdown, ma nei prossimi giorni la misura dovrebbe passare al vaglio del Senato, controllato dai Repubblicani – riassumono da T.Rowe – Inoltre le probabilità che Democratici e Repubblicani possano trovare un accordo su un nuovo pacchetto di stimoli sembrano essersi assottigliate ulteriormente dopo che il Presidente Donald Trump ha deciso di nominare, come nuovo giudice della Corte Suprema, al posto della defunta Ruth Bader Ginsburg, l'ultraconservatrice Amy Coney Barrett: una scelta che ha fatto infuriare i Democratici”.