22/09/2020

La Federal Reserve frena i listini

di Advisor Professional

La News

Dopo un avvio di settimana in recupero, l'ottimismo degli investitori è andato scemando all'indomani della riunione di politica monetaria della Federal Reserve.

La banca centrale statunitense non solo ha migliorato le proiezioni economiche sul 2020, riducendo le stime sulla possibile contrazione dal 6,5% al 3,7%, ma ha anche fatto sapere che i tassi rimarranno vicini allo zero fino al 2023.

 

Cosa è andato storto, quindi? “Gli investitori sono sembrati delusi dalla mancanza di dettagli relativamente alla guidance sui tassi e dal fatto che la Banca Centrale non abbia apportato alcuna modifica al suo programma di quantitative easing - spiegano da T.Rowe Price - Molto probabilmente, il mercato ha paura che l'influenza dell'atteggiamento ultra espansivo della Federal Reserve sia ormai arrivato al limite.

Timori che trovano conferma nelle dichiarazioni del presidente della Fed, Jerome Powell, che ha ribadito la necessità di una risposta fiscale più forte per stimolare la ripresa”.

 

L’S&P500 ha così chiuso l’ottava in ribasso frazionale, mantenendo comunque ancora in positivo la propria performance da inizio anno, appesantito dalle prese di profitto sui tecnologici.

“A guidare i rialzi sono stati i titoli del settore energetico, aiutati da un calo ampio e inaspettato delle scorte di petrolio nazionali e dall'azione dell'Arabia Saudita intenta a forzare i tagli alla produzione da parte di altri importanti esportatori di petrolio - specificano da T.Rowe Price - Da rilevare invece come i titoli value e le small cap abbiano sovraperformato il mercato”.

 

Settimana piuttosto attiva, con una forte domanda di nuove emissioni, invece, per il mercato primario delle obbligazioni societarie investment-grade.

“Gli spread del credito si sono ridotti nella maggior parte dei segmenti di mercato e il volume delle nuove operazioni è stato sostanzialmente in linea con le aspettative, mentre ha fatto eccezione solo il settore delle utility californiane, che ha visto un allargamento degli spread per il rischio incendi – concludono da T.Rowe Price - Nel frattempo, chi era uscito dal mercato per poter investire sulle nuove emissioni ha deciso di privilegiare il mercato high yield, che ha reagito meglio alle dichiarazioni della Federal Reserve”.