16/09/2020

Natixis: prospettive positive per l’azionario

di Advisor Professional

La News

“Se da un lato preoccupa l’aumento dei contagi, dall’altro lato non prevediamo nuovi lockdown generalizzati, quanto piuttosto un percorso accidentato ma senza stop improvvisi. Inoltre, le previsioni indicano un rallentamento della dinamica di crescita dopo l’iniziale rimbalzo a "V" osservato successivamente ai lockdown primaverili. Di conseguenza, i dati economici meno solidi non dovrebbero sorprendere i mercati”. È netta Esty Dwek, Head of Global Market Strategy, di Natixis IM.

In tutto questo, infatti, la ripresa economica prosegue. “I dati restano nel complesso incoraggianti, con un mercato immobiliare residenziale particolarmente solido negli Stati Uniti, una buona tenuta del mercato del lavoro nella maggior parte dei paesi europei e una perdurante ripresa degli indicatori economici cinesi – continua la manager di Natixis - A nostro avviso, finché queste dinamiche proseguiranno, i mercati potranno continuare a guadagnare terreno”.

Qual è allora la view sulle varie asset class? Eccola in dettaglio, spiegata dalla stessa Esty Dwek

 

Azioni. Restiamo positivi sui mercati azionari alla luce del proseguimento della ripresa, pur con una dinamica più lenta legata all’aumento dei contagi. Tenuto conto dell’abbondanza di liquidità, è probabile che le tensioni geopolitiche e le elezioni presidenziali statunitensi monopolizzino l’attenzione e generino volatilità, ma riteniamo che il rischio al ribasso rimanga più limitato. Le valutazioni sono elevate in molti settori, ma non dovrebbero impedire al mercato di apprezzarsi ulteriormente. Manteniamo quindi un lieve sovrappeso sull’azionario. Nel breve termine, crediamo che gli asset europei possano recuperare il ritardo rispetto a quelli statunitensi.

 

Obbligazioni. I rendimenti dei titoli di Stato continuano a mantenersi entro un range piuttosto ampio, in quanto le aspettative di mantenimento di una politica monetaria ultra-accomodante ancora per anni ne limitano il rialzo. Prevediamo che i tassi di interesse dei paesi europei periferici continueranno a beneficiare del Recovery Fund e della futura emissione di debito comune da parte della Commissione Europea, con una preferenza per l’Italia, che sembra gestire bene la crisi sanitaria.

Nel complesso continuiamo a preferire il credito investment grade, che offre un carry più interessante e i cui spread potrebbero continuare a contrarsi. Rimaniamo più prudenti nei confronti dei titoli high yield, poiché l’entità dei danni causati dalla crisi non è ancora nota e il rischio di default resta elevato.

Continuiamo a vedere opportunità interessanti nell’universo del debito corporate in valute forti dei mercati emergenti, in ragione di una potenziale contrazione degli spread. Tuttavia, alla luce della difficile situazione riscontrata in molti paesi, è fondamentale adottare un approccio selettivo.

 

Valute. Prevediamo che il Dollaro continuerà a perdere terreno nei confronti dell’Euro, ma crediamo che questo movimento al ribasso si sia in gran parte esaurito. Tuttavia, ci aspettiamo una certa debolezza della valuta statunitense. Il Dollaro dovrebbe mostrare una tenuta migliore nei confronti delle valute rifugio, come lo Yen giapponese e il Franco svizzero, tenuto conto della persistente propensione al rischio. Le valute emergenti dovrebbero beneficiare di un Dollaro più debole, ma persistono i rischi idiosincratici.

 

Strategie alternative. Gli asset alternativi hanno sempre un posto nei portafogli, in quanto siamo alla ricerca di strategie di decorrelazione e diversificazione a completamento delle asset class tradizionali. Crediamo che anche le attività reali possano contribuire a generare proventi in un contesto di rendimenti più bassi.