Azioni e Credito Investment Grade: il posizionamento di Generali Investments

15/09/2020

Azioni e Credito Investment Grade: il posizionamento di Generali Investments

di Advisor Professional

La News

“Il rally degli asset rischiosi sembra destinato ad attenuarsi”. Così dal team di ricerca finanziaria e macro di Generali Investments. Il sentiment positivo degli investitori sembra destinato ad indebolirsi: l’aumento dei contagi da Covid-19 da una parte e le tensioni geopolitiche dall’altra (elezioni USA di novembre, scontro tra Grecia e Turchia, Brexit) peseranno infatti nel breve termine sulle dinamiche degli investimenti, anche se, confermano da Generali Investments, “in un orizzonte temporale più esteso, con il graduale superamento della paralisi legata al Covid, intendiamo incrementare l’esposizione ciclica nei portafogli”.
 

Del resto, a sostenere la propensione al rischio degli investitori (che porta a mantenere una sovraesposizione agli asset rischiosi concentrata sul credito di alta qualità) sono l’atteggiamento espansivo delle banche centrali, il calo della mortalità da Covid-19 e l’ottimismo sulle tempistiche di scoperta di un vaccino.


Nell’Eurozona, pur in presenza di Indici PMI deludenti e contagi in ascesa, a sostenere il sentiment sono i segnali accomodanti lanciati a più riprese dalla BCE, l’accordo sul Recovery Fund e l’improbabilità di un nuovo lockdown.


Negli Stati Uniti, i casi di Covid stanno tendendo alla normalizzazione, la produzione evidenzia segni di ripresa e la Fed ha confermato tassi bassi più a lungo, tuttavia sul Paese pesa la polarizzazione sempre più accentuata in vista delle elezioni presidenziali di novembre.


In Cina, infine, nonostante la domanda privata sia rimasta ancora indietro, prosegue il miglioramento degli Indici PMI. La Banca Centrale ha nuovamente allentato la politica monetaria e si è verificata un’accelerazione degli  investimenti infrastrutturali.


Dal punto di vista degli investimenti, quindi, viene mantenuto il sovrappeso sull’Equity (Usa, Area Euro e Mercati Emergenti) e sul credito IG con una leggera preferenza per i non-finanziari, neutrali invece sugli High Yield (HY) in vista di un aumento dei default, mentre per quanto riguarda i titoli di stato rimane il sottopeso sul debito sovrano, in particolare per i Paesi Core.