11/08/2020

Cliente e consulente: le previsioni impossibili

di Advisor Professional

La News

“Sono tempi di grande incertezza, più del solito” riassume il professor Paolo Legrenzi, contributor di Gam Investments.

In effetti vi sono due grandi movimenti di pensiero. Quelli ottimisti sui progressi della scienza e della tecnologia sono tornati da tempo a investire sui mercati azionari e su alcuni filoni in particolare, tech, biotech, indice Nasdaq, concentrati sulle notizie positive su vaccini e farmaci. Insomma, sono quelli che hanno spinto il Nasdaq ai massimi assoluti, facendo intravvedere una nuova bolla sulle quotazioni.

Quelli invece che sono pessimisti guardano ai multipli esagerati dei mercati e quindi danno ancora la preferenza a investimenti in forma liquida o semi-liquida, spaventati dalla elevata volatilità giornaliera. Preoccupati anche – come tutti del resto - della distanza tra i dati economici, per ora sempre negativi, e l’andamento delle borse mondiali, molto positivo.

 

Il consulente finanziario, in tutto questo, è però nel mezzo, avendo clienti sia di un tipo sia dell’altro. Entrambe le categorie chiedono dati per confermare il proprio pensiero ma soprattutto chiedono previsioni. Compito non facile, anche perché ad avere previsioni molto divaricate sono proprio i principali strategist delle maggiori case d’affari.

 

Che cosa deve e può fare il consulente in uno scenario così incerto, in cui si confrontano opinioni e previsioni tanto variegate?

“In primo luogo deve spiegare al cliente che le previsioni in campo finanziario, quindi per gli investimenti, funzionano in modo radicalmente diverso da come funzionano in quegli ambiti in cui è abituato a sentire le previsioni, per esempio quelle meteo o quelle sportive - spiega Legrenzi - In questi casi è più facile fare previsioni sul breve: sul tempo di domani o su chi quest’anno vincerà lo scudetto.

 

Tuttavia, in finanza, le cose non funzionano così: se guardate le ricorrenti previsioni dei membri della Fed sui tassi, vedete che convergono solo a lungo termine, sul breve ci sono più differenze. Analogamente, sul lungo termine, le azioni sono più profittevoli di altri investimenti: quelle USA e quelle tecnologiche (Nasdaq), in media e sui tempi lunghi, fanno meglio degli altri mercati”.

 

È questo il cosiddetto paradosso delle previsioni: è più facile anticipare quello che succederà lontano nel tempo rispetto a quanto avverrà nel breve termine.

 

“Il consulente deve quindi spiegare che concentrarsi sul presente, ed emozionarsi agendo di conseguenza ai propri stati d’animo, è un abbaglio - spiega Legrenzi - Una vita fatta del susseguirsi di orizzonti centrati sul presente, corrispondenti agli stati di cose del momento, in cui il consulente incontra il cliente, è un’illusione. Sembra un modo di fare oggettivo e concreto ma non lo è: questi presenti vanno trascurati ed è preferibile basarsi su un presente esteso”.

 

Ma come spiegare al cliente questo “presente esteso”? “il consulente potrà presentare l’andamento del portafoglio ricorrendo a medie mobili, a finestre temporali ampie, in modo da abituare il cliente a non gioire o rattristarsi sul breve, adottando atteggiamenti che sfociano in un inutile spreco di emozioni, sia positive sia negative” conclude il contributor di Gam.