Mercati finanziari ed economia: il disallineamento non può durare

10/08/2020

Mercati finanziari ed economia: il disallineamento non può durare

di Advisor Professional

La News

Economia in profondo rosso, mercati azionari di nuovo sui massimi storici. Un decoupling che si è sviluppato in pochi mesi, causato dagli effetti della pandemia. Ma ora? A provare a dare risposta a questa e altre domande sul mercato finanziario statunitense sono Julian Cook (JC) ed Eric Papesh (EP), Specialisti nella gestione di portafoglio di T. Rowe Price.

 

Sembra esserci una significativa divergenza tra l'andamento del mercato azionario e quello dell'economia. Pensate sia una situazione sostenibile?

EP. Se guardiamo al mercato azionario con lungimiranza, appare evidente che ci sia molto ottimismo nei prezzi, con gli investitori che già guardano a una ripresa post-crisi. La nostra opinione è che, nei prossimi mesi e trimestri, potrebbe esserci una maggiore volatilità sul mercato azionario americano, ma molto dipenderà dagli eventuali progressi, se ci saranno, nella lotta alla pandemia.

JC. La domanda chiave che ora ci poniamo è: quando torneremo in un normale ambiente recessivo? Il tasso di disoccupazione è arrivato al 13% negli USA, con molte aziende che sono ancora chiuse: sono segnali che non possono essere ignorati e che avranno implicazioni tanto più significative quanto più a lungo durerà questa pausa economica. Pertanto, nelle stime sulla durata della divergenza tra mercato azionario ed economia ci teniamo cauti, ma di certo non è sostenibile nel lungo termine.

 

Le aziende quando inizieranno a vedere una ripresa degli utili?

JC. Le nostre aspettative sono modeste: prima del 2022 difficilmente gli utili torneranno ai livelli dell’anno scorso. Ancora una volta, sembra esserci un disallineamento tra le aspettative degli utili a 12 mesi e il forte rally del mercato azionario statunitense. Riteniamo che per la ripresa ci vorrà più tempo del previsto e che uno “swoosh” (un recupero graduale, una sorta di “V” allungata) sia più probabile di un recupero a “V” o “W”.

 

Ci sarà una rotazione degli investimenti dal growth al value?

EP. È passato molto tempo da quando il value è riuscito a sovraperformare in modo significativo il growth. Dalla fine della crisi finanziaria globale del 2008-2009, abbiamo assistito a una marcata sovraperformance del growth, che è stata meritata, visto che le società hanno evidenziato fondamentali migliori rispetto al value e generato profitti superiori.

La mia idea di base è che i portafogli degli investitori dovrebbero essere diversificati su entrambi gli stili di investimento. Oggi, il mercato azionario statunitense è composto per il 55% da titoli growth e per il 45% da azioni value; un’allocazione ragionevole che può essere replicata nel portafoglio.

Entrando più nel dettaglio, ci sono aree Value su cui c’è un maggiore ottimismo, come il finanziario, l’energia e le materie prime. Molte delle difficoltà che devono affrontare le imprese di questi settori sono già incorporate nelle valutazioni. Tra i finanziari, per esempio, ci sono diverse compagnie assicurative che trattano al di sotto del book value, nonostante abbiano un potenziale di guadagno a lungo termine molto interessante.

JC. Come T. Rowe Price, guardiamo alle valutazioni in modo leggermente diverso dagli altri, i ratio e i valori standard, sebbene importanti, non sono tutto. Il nostro approccio agli investimenti ruota attorno all’individuazione di società che crediamo godano di un vantaggio secolare.

Diverse aziende orientate al growth sono state avvantaggiate da una pandemia che ha cambiato le abitudini dei consumatori, nonché il rapporto tra società e dipendenti. Queste società hanno raggiunto valutazioni apparentemente elevate; ciò nonostante, riteniamo ci siano ancora interessanti margini di rialzo. Detto questo, le valutazioni non possono continuare a crescere per sempre, per cui quando arriverà un rimbalzo ciclico dell’economia è probabile che assisteremo a una rotazione del mercato e a una ripresa delle azioni value.

 

T. Rowe Price è stata in grado di sfruttare la crescente volatilità del mercato degli ultimi mesi?

EP. Alla fine di febbraio e all’inizio di marzo, con i mercati che erano sui minimi, l’attività di trading si è focalizzata soprattutto su società con caratteristiche difensive, come la solidità del bilancio, un’ampia liquidità e un buon accesso al capitale. Gli importanti stimoli monetari e fiscali hanno poi favorito un miglioramento della fiducia e di conseguenza la nostra attenzione si è spostata verso quelle società che potrebbero uscire addirittura rafforzate da questa crisi.

È importante sottolineare che l’entità della correzione tra fine febbraio e inizio di marzo è stata tale da evidenziare una scarsa differenziazione tra le società. C’è stata una vendita indiscriminata che ci ha dato la possibilità di confrontare le società all’interno di determinati settori – in termini di valutazione e di potenzialità di rialzo nel lungo termine – e ciò ha anche portato a un aumento dell’attività di trading all’inizio del periodo.

JC. Abbiamo approfittato della crescente volatilità per comprare titoli che erano in ipervenduto. Da un lato la volatilità può creare problemi, ma dall’altro lato offre anche opportunità. In qualità di gestori attivi cerchiamo sempre di sfruttare i disallineamenti del mercato per di creare alfa, a beneficio dei nostri clienti.

EP. Sul fronte value, l’aumento dell’attività di trading negli ultimi mesi ha riguardato alcune aziende di settori sotto pressione a causa della pandemia. Per esempio, i titoli finanziari hanno sofferto su tutta la linea e questo ha creato alcune interessanti opportunità in un orizzonte di lungo periodo. Pur riconoscendo le difficoltà del settore nel breve periodo, con tassi di interesse molto bassi e un costo del credito in aumento, identificare in anticipo quelle società che potrebbero uscire rafforzate dalla crisi può offrire un interessante potenziale di rialzo. Allo stesso modo, il settore energetico è un’altra area value che è stata duramente colpita e in cui è possibile trovare opportunità di acquisto tra le società in ipervenduto.