07/08/2020

Reddito fisso USA interessante per gli investitori europei

di Advisor Professional

La News

Il principale fattore che determina il costo di copertura di un investitore è dato dai differenziali dei tassi di interesse, fortemente influenzati dalle politiche della Banca Centrale.

Il costo della copertura in EUR delle attività in USD è sceso da un picco elevato del 3,64% a fine 2018 allo 0,85% circa di fine giugno.

Le motivazioni alla base di questa diminuzione sono da una parte il taglio dei tassi da parte della Fed e l'attuazione di programmi volti a migliorare la liquidità nei mercati a breve termine, dall’altra il premio per lo swap in USD diminuito, dal momento che i costi di copertura erano ai livelli massimi.
 

                                                 

Secondo gli esperti di Amundi AM, i costi di copertura di USD-EUR e USD-GBP dovrebbero rimanere stabili rispetto ai livelli recenti e non dovrebbero aumentare oltre l’1% fino al 2022. Alla base di questa previsione ci sono due fattori: uno fondamentale e uno tecnico. Il primo riguarda la posizione estremamente accomodante della Federal Reserve che dovrebbe fungere da ancoraggio per i tassi di interesse americani.

 Il secondo, tecnico, si riferisce al programma aggressivo di Quantitative Easing della Fed che resta aperto e flessibile e che contribuirà a tenere a freno i tassi di interesse americani.

 

Gli analisti di Amundi AM sostengono che i tassi dovrebbero rimanere invariati anche per la Banca centrale europea e la Bank of England. Nel 2021, la crescita economica dovrebbe rimbalzare in modo più rapido nell'UE e nel Regno Unito, rispettivamente al 5,5% e al 5,8%, rispetto agli Stati Uniti, che dovrebbero crescere del 4,1%. Se, in prospettiva, i mercati iniziassero a valutare un graduale passaggio a zero, ciò potrebbe portare a un ulteriore calo dei costi di copertura, forse a zero il prossimo anno.

 

Nonostante il recente calo dei tassi d'interesse americani, i rendimenti USA sono ancora significativamente superiori a quelli europei.

Scomponendo i rendimenti USA ed Euro Corporate nelle loro due componenti primarie - i rendimenti sovrani e gli spread di credito - dalla casa di gestione sostengono che entrambe le componenti possano fornire supporto al mercato statunitense. I tassi del Tesoro americano sono molto più alti dei tassi dei governativi europei, ancora bloccati in territorio negativo. Ad esempio, i rendimenti a 5 anni dei Treasury USA erano pari a 0,33% a fine giugno, mentre i rendimenti dei pari scadenza tedeschi erano a -0,70%, con una differenza dell’1,03%. La compressione tra i tassi di interesse andrà a vantaggio di un investitore statunitense rispetto a un investitore in euro.

 

Gli analisti di Amundi Am sostengono che la Fed continuerà a svolgere un ruolo determinante nel contribuire a ridurre gli spread di credito e ciò potrebbe avvenire in due modi. Il primo è correlato alla convergenza dei tassi di interesse della Fed e della BCE (che porterebbe a una continua ricerca di rendimenti più elevati); il secondo, invece, è relativo al programma Secondary Market Corporate Credit Facility lanciato dalla Fed che include acquisti di ETF societari e obbligazioni societarie singole.
 

Dalla casa di gestione il suggerimento è quello di cercare sia strategie di incremento del rendimento sia caratteristiche che aiutino a ridurre o limitare il rischio di portafoglio. Gli esperti prevedono, inoltre, che il reddito fisso statunitense rimarrà potenzialmente interessante per gli investitori esteri, soprattutto europei.