06/08/2020

Presidenziali Usa: ecco come investire

di Advisor Professional

La News

Lo scenario americano non è dei migliori considerando l’elevato numero di contagi, la discussa gestione della pandemia e i disordini civili in diverse città statunitensi.

In questo contesto si stanno avvicinando le presidenziali, mancano circa 100 giorni, ed al momento il Presidente Donald Trump appare in svantaggio nei sondaggi rispetto a Joe Biden ma la corsa alla Casa Bianca diverrà più serrata man mano che le campagne elettorali repubblicane e democratiche si faranno più accese.

 

Gli esperti di Capital Group hanno ipotizzato quattro scenari che potrebbero presentarsi a novembre e le relative implicazioni per gli investitori.

 

Scenario 1
Se i Democratici dovessero conquistare Casa Bianca, Senato e controllo della Camera ci sarebbe di fatto un forte cambiamento politico. Uno dei primi cambiamenti potrebbe essere l’abolizione, completa o parziale, del Tax Cuts and Jobs Act del 2017, normativa che includeva delle significative riduzioni fiscali. Le aliquote fiscali complessive per le società sono scese dal 35% al 21%, dando un notevole impulso agli utili aziendali. e ciò spingerebbe gli investitori a tenere conto di tale cambiamento nella stima delle previsioni degli utili societari complessivi.

 

 

Scenario 2
Se Biden dovesse conquistare la Casa Bianca e i Repubblicani mantenessero il controllo del Senato ci sarebbe un vero e proprio stallo che non consentirebbe l’approvazione di leggi importanti. In questo scenario, è probabile che anche le agenzie governative abbiano più potere. Dal punto di vista dei mercati finanziari, potrebbe risultare in un atteggiamento più aggressivo da parte della Securities and Exchange Commission, nonché in una rinnovata spinta politica da parte del Dipartimento del Lavoro in relazione alla supervisione dei piani di pensionamento dei dipendenti.



Scenario 3
Se Trump dovesse essere rieletto ed i Repubblicani mantenessero il controllo del Senato ci sarebbe un cambiamento minimo poiché riflette la situazione attuale. 



Scenario 4
Se Trump dovesse essere rieletto ma i Democratici conquistassero il Senato ci sarebbe un’ostilità ancora maggiore di quella attuale. Sebbene un risultato di questo tipo sia teoricamente possibile, rimane improbabile considerando le dinamiche politiche delle principali campagne per il Senato, che seguono sempre più il voto presidenziale in ogni stato.

 

Quello della campagna elettorale può essere un periodo difficile per gli investitori soprattutto nel mantenere una prospettiva a lungo termine. Una scelta potrebbe essere rimanere ai margini e aspettare ma, secondo gli esperti di Capital Group, questa metodologia è fallimentare.

Gli analisti di tutto il mondo si stanno chiedendo come reagiranno i mercati alle presidenziali. La storia insegna che i mercati tendono a superare positivamente le elezioni, pur con una certa volatilità, indipendentemente dal responso delle urne ma per gli investitori l’obiettivo è sempre quello di mantenere gli investimenti e la diversificazione del portafoglio.

 

L’incertezza degli anni elettorali – evidenziano dalla casa di gestione - non dovrebbe scoraggiare gli investitori dal mantenere una prospettiva a lungo termine resistendo alla tentazione di fare timing di mercato.

 

Consideriamo le prestazioni storiche dello Standard & Poor’s 500 Composite Index negli ultimi ottant’anni: in 18 su 19 elezioni presidenziali, un ipotetico investimento di 10.000 dollari effettuato all’inizio di ciascun anno elettorale avrebbe guadagnato valore 10 anni dopo, indipendentemente dal candidato vincitore.

In 15 di questi periodi decennali, un investimento di 10.000 dollari sarebbe più che raddoppiato. Anche se i risultati passati non sono una garanzia dei rendimenti futuri, l’incertezza degli anni elettorali non dovrebbe scoraggiare gli investitori dal mantenere una prospettiva a lungo termine.

 

L’unico decennio negativo fu quello seguente l’elezione di George W. Bush nel 2000. Nel corso di quei dieci anni, S&P 500 ha registrato un rendimento negativo a causa di due eventi catastrofici: il crollo delle dot-com nel 2000 e la crisi finanziaria globale del 2008.

Al contrario, l’anno elettorale con i migliori rendimenti sarebbe stato il 1988, con l’insediamento di George H. W. Bush, nel quale 10.000 dollari sarebbero cresciuti fino a 52.567 dollari entro la fine del 1997.

 

Per definizione, le elezioni hanno vincitori e vinti, ma la vera vittoria è stata ottenuta dagli investitori che non si sono arresi e hanno resistito alla tentazione di fare timing di mercato.