30/07/2020

Investimenti, le regole d’oro per partire sereni

di Advisor Professional

La News

Il più grande rischio per un investitore, diceva Benjamin Graham, è assumere comportamenti speculativi senza rendersene conto. Infatti, il successo nell’attività di investimento dipende per il 10% dal sapere cosa fare e per il 90% dal sapere cosa non fare.

Ne L'Alpha e il Beta di questa settimana, il team di GAM Investments prosegue il ragionamento sul pensiero non convenzionale, ricordando alcune delle cose da non fare per poter partire sereni. Le raccomandazioni a “non fare” sono il più delle volte controintuitive, ad esempio quella di non indulgere a controllare troppo spesso il portafoglio. Perché confrontare con frequenza la performance con l’andamento dei mercati nel breve termine può generare inquietudine, può indurre a scelte che nel lungo periodo si rivelano sbagliate.

Se i risparmiatori evitassero di controllare con frequenza i portafogli, e non prendessero decisioni sulla base delle loro inquietudini, passerebbero attraverso le turbolenze dei mercati indenni. Nei momenti di forte turbolenza, “non fare” è il più delle volte meglio che “fare”: togli pochi giorni a un arco di tempo anche sufficientemente lungo e la performance rischia di essere seriamente compromessa.

 

Il pensiero non convenzionale preserva da altre insidie cognitive. Una tentazione alla quale resistere con il sostegno del pensiero contro-intuitivo è quella delle previsioni. La storia finanziaria è lastricata di previsioni finanziarie che, il più delle volte, fanno la fortuna dei previsori.

Ma fare previsioni rientrerebbe in quel 90% di cose che si sa di non dover fare, eppure il desiderio di conoscere il futuro è insopprimibile. Le previsioni che riguardano l’economia e i mercati finanziari hanno però una caratteristica che le distingue da tutte le altre.

Ad esempio, le previsioni meteorologiche sono meno attendibili quanto più spostate in avanti nel tempo e, parimenti, è molto più difficile pronosticare l’esito del campionato di calcio all’inizio della stagione che non a poche giornate dal termine. Sui mercati finanziari vale l’opposto, i movimenti erratici rendono estremamente arduo fare pronostici a breve termine ma le caratteristiche delle leggi economiche e dei fondamentali di società e settori consentono stime attendibili nel lungo periodo.

Nei mercati finanziari le previsioni di lungo termine sono le più attendibili: “le persone vorrebbero sapere quello che succederà di qui a pochi giorni”, diceva Paolo Legrenzi nella GAM Academy di mercoledì 15 giugno, “ma le previsioni su cui si trovano accordo e coerenza nei giudizi sono quelle a più lungo termine eppure molti, poco accorti, non sanno che farsene di queste previsioni a lungo termine, vorrebbero sapere che cosa succederà da lì a breve”.

 

Se le previsioni fanno parte del 90% delle cose da evitare, la fedeltà al metodo rientra nel 10% delle cose che si devono fare. Per i risparmiatori, le “partenze intelligenti” alla vigilia della pausa estiva si sostanziano nel metodo e nell’ancoraggio a temi di lungo termine, tenendo a mente la regola del 10% delle cose da fare e del 90% delle cose che si sa di “non fare”.

 

Secondo GAM Investments, i possibili temi per il portafoglio azionario di lungo periodo sono: la resilienza dimostrata dall’economia americana nel lungo periodo; le frontiere dell’innovazione digitale che sono sempre più spostate in avanti; la progressiva affermazione dei nuovi consumatori (Millennials, Gen Z, HENRY) e la loro familiarità con gli acquisti online; il settore dell’health-care, che ha retto molto bene lo tsunami della pandemia e le economie emergenti che mostrano tassi di crescita migliori rispetto alla stagnazione dei paesi sviluppati.