Il problema dell'economia di mercato libera è che richiede così tante guardie per farla funzionare. Neal Ascherson
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12/07/2019

Summit del G20: guerra dei dazi in stand by e mercati sollevati

di Advisor Professional

La News

Nel summit del G20 sono ripresi i negoziati tra Cina e Stati Uniti.

Lo scenario peggiore di un'estensione dei dazi - sui restanti circa 300 miliardi di dollari d’importazioni dalla Cina - è stato evitato (almeno nel breve periodo).

I mercati hanno tirato un sospiro di sollievo spostando l'attenzione sui dati economici (che continuano a mostrare debolezza) e sulle prossime mosse delle Banche Centrali (dalle quali ci si aspetta misure accomodanti).

 

Quanto è stato fondamentale il summit del G20 per la guerra dei dazi?


Secondo gli esperti di Amundi (Vincent Mortier Deputy Group CIO, Didier Borowsky Head of Macroeconomic Research e Monica Defend
 Head of Strategy, Deputy Head of Research) il summit in Giappone ha portato un risultato leggermente migliore del previsto ma non è stato fondamentale per la, temporanea, pace commerciale.

Le tensioni tra i due paesi, infatti, non sono scomparse del tutto.

 

Quali saranno i prossimi passi nei processi di negoziazione?


Appare utile sottolineare come le questioni più complesse (diritti di proprietà intellettuale, trasferimenti di tecnologia) non sono state affrontate al G20.
 
Il confronto tra Stati Uniti e Cina tornerà quindi in prima linea.

La probabilità di un accordo commerciale globale è molto bassa, affermano da Amundi.

 

Che ruolo hanno le Banche Centrali?


Le Banche Centrali monitoreranno l'impatto di questa tregua sul clima economico, in particolare nel settore industriale.

Nel breve termine, la tregua dovrebbe incoraggiare un atteggiamento attendista. In un contesto di bassa inflazione, le Banche Centrali sono pronte a reagire se le prospettive economiche dovessero deteriorarsi.

Ma, secondo gli esperti di Amundi, non vi è alcuna urgenza di agire nel breve termine.

L’economia globale quanto è stata influenzata dallo scontro Cina e Stati Uniti?

La rivalità tra Stati Uniti e Cina è un elemento specifico di rischio e incertezza. Tuttavia, la tregua dimostra che gli Stati Uniti hanno bisogno della Cina e viceversa.

Non è nell'interesse degli Stati Uniti vedere improvvisamente i prezzi al consumo salire a causa delle barriere tariffarie.

Se la relazione USA-Cina dovesse peggiorare, metterebbe pressione sul commercio globale e offuscherebbe le prospettive economiche globali.

Tuttavia, è improbabile che causi una recessione fintanto che la pressione sul commercio rimane moderata.

 

Quali sono le implicazioni per i mercati finanziari?


C’è stato un certo sollievo da parte dei mercati dopo la tregua commerciale USA-Cina al summit del G20.

A giugno, l'attività manifatturiera ha ulteriormente rallentato su tutta la linea: Cina, Stati Uniti ed Europa hanno continuato a mostrare dati deboli, con livelli al di sotto della soglia di 50 nella maggior parte dei casi.


Molti altri dati economici dovrebbero essere diffusi nei prossimi giorni e ciò dovrebbe aprire la strada alle banche centrali.

In particolare, la stagione degli utili che dovrebbe iniziare tra poche settimane indicherà quanto il rallentamento e la guerra commerciale hanno intaccato i bilanci.

Secondo Amundi è opportuno restare cauti riguardo alle valutazioni del rischio complessivo. Non ci sono ragioni fondamentali per un forte aumento dell'assunzione di rischio senza un miglioramento sostanziale delle condizioni economiche, e questo è difficile da vedere in questa fase.

Anche se i messaggi sono stati contrastanti, i mercati valutari sembrano aver acquisito la retorica "Abbiamo ottime possibilità di fare qualcosa con la Cina".


 

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