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12/07/2019

Nomine a BCE e Commissione UE: tre segnali al mercato

di Advisor Professional

La News

Con la decisione del Consiglio europeo di proporre Christine Lagarde e Ursula von der Leyen come candidati presidenziali, rispettivamente per la Banca Centrale europea e la Commissione europea, secondo gli analisti di Pimco, sono stati inviati tre messaggi importanti ai mercati finanziari.

 

Continuità


Altri candidati, in particolare a guidare la Bce, avrebbero  potuto orientare la politica in una direzione diversa. Lagarde, invece, ha invitato la Bce a mantenere una posizione accomodante di fronte alla bassa inflazione.



Politica fiscale


L'esperienza di Lagarde come ministro delle finanze francese e capo del Fmi aggiunge una prospettiva fiscale alla politica monetaria: nella prossima recessione la Bce si troverà a gestire anche l’aspetto fiscale accanto al supporto fornito agli stati, attraverso acquisti di attivi, nella gestione dei titoli governativi.



Completamento dell'architettura istituzionale


L'Eurozona è un'unione monetaria unica vista la mancanza di una politica fiscale centrale e di una camera eletta democraticamente che presieda le entrate e le spese fiscali comuni.


Secondo Andrew Bosomworth di Pimco,  “ciò complica, e sovraccarica, il compito della Bce: la Banca Centrale è sola nel suo ambito monetario pan-europeo, mentre le politiche fiscali rimangono frammentate a livello degli Stati membri”.

 

L'euro ha celebrato il suo ventesimo anniversario quest'anno, ma la storia ci insegna che nessuna grande unione monetaria è mai durata senza evolvere in una struttura federale.

La recente decisione del Consiglio di avviare un budget limitato, finanziato a livello centrale, dedicato alla zona euro sembra riconoscere tale debolezza e gettare le basi per un'ulteriore integrazione.

 

Anche i cambiamenti geopolitici in corso nel mondo suggeriscono che l'Europa potrebbe unificare le forze militari degli Stati membri. Questo dovrebbe essere un obiettivo raggiungibile sotto la nuova Commissione e le credenziali federaliste di von der Leyen aumentano la probabilità che ciò accada.

 

“Riteniamo – conclude Bosomworth, che l'Europa risponderà in modo costruttivo, con politiche sia fiscali che monetarie che agiscono in maggiore armonia”.

 

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